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La crisi dei servizi di sharing a Milano

La crisi dei servizi di sharing a Milano
Le cause della crisi: meno mezzi disponibili,  problematiche operative e concorrenza tra diversi operatori hanno contribuito al declino. Le soluzioni potrebbero arrivare con agevolazioni fiscali o sussidi e il miglioramento dell'infrastruttura urbana.

IN QUESTO ARTICOLO

Negli ultimi anni, il settore del car sharing, bike sharing, scooter sharing e monopattini in sharing ha subito una brusca frenata, una situazione ben diversa dal boom pre-pandemia. Secondo i dati diffusi a marzo da Palazzo Marino, il calo è significativo in tutte le categorie. Per il car sharing, si registra una diminuzione del 16,5%, il bike sharing vede una riduzione del 22,2%, lo scooter sharing scende del 37,6%, mentre i monopattini in condivisione crollano del 67,8%.

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I dati delle flotte sharing a Milano

Il sindaco Beppe Sala ha confermato questi dati durante una recente diretta Instagram, dichiarando: «I mezzi in sharing in città non sono molto utilizzati». Attualmente, a Milano ci sono 20.500 veicoli in sharing, che corrispondono a circa 146,5 mezzi ogni 10.000 abitanti. La flotta comprende:

  • Auto: 3.430 veicoli gestiti da quattro operatori.
  • Biciclette: 5.430 bici a stallo, di cui l’80% muscolari e il 20% a pedalata assistita, e 8.000 bici free floating.
  • Monopattini: 2.000 mezzi di un unico operatore.
  • Scooter elettrici: 1.700 veicoli gestiti da un solo operatore.

Il sindaco Sala ha illustrato le statistiche di utilizzo: “Il car sharing fa 9.320 noleggi giornalieri ed è il veicolo che più sconta i danni derivanti dalla pandemia. Ad oggi ciascun veicolo viene utilizzato per circa 112 minuti al giorno, comprese le soste, con una media di 2,57 noleggi al giorno”.

Per quanto riguarda il bike sharing, “ogni bicicletta viene utilizzata per 1,02 noleggi al giorno e per soli 11 minuti. È difficile immaginare un ritorno economico per chi ha investito”.

Anche lo scooter sharing ha visto una diminuzione nell’utilizzo: “In media si registrano 2,59 noleggi per mezzo, con una durata complessiva di 14 minuti e una distanza media percorsa pari a 5 chilometri”. Infine, i monopattini in sharing contano 9.053 noleggi giornalieri per i 2.000 mezzi in strada, con una durata media per noleggio di 16 minuti.

Società sharing a Milano: diversi i problemi operativi 

La situazione è ulteriormente complicata da problemi operativi e regolamentari. Recentemente, i servizi di monopattini offerti da Bolt e Voi sono stati sospesi. Inoltre, le biciclette di Bolt e Ridemovi rischiano di perdere la concessione a causa della mancanza di caschetti (Bolt) e luci posteriori (Ridemovi).

Il caso Bikemi

Non va meglio per il servizio comunale di bike sharing, Bikemi, gestito da ATM tramite Igp. La flotta di Bikemi è composta da 4.280 biciclette tradizionali, 1.000 ebike semplici e altre 150 con seggiolino. Tuttavia, attualmente, molte di queste bici sono fuori servizio. A febbraio, un paio di incidenti legati all’aggancio del sellino hanno portato al ritiro temporaneo e alla modifica dei mezzi considerati critici. La situazione dovrebbe migliorare entro la fine di maggio, con il ritorno in strada di 3.000 biciclette. Si prevede di superare quota 5.000 entro settembre, grazie all’arrivo di 2.800 nuovi mezzi.

Sharing a Milano, da dove ripartire

Le cause di questa crisi sono molteplici:  riduzione del numero di mezzi disponibili,  problematiche operative e  concorrenza tra diversi operatori hanno contribuito al declino. “È necessario ripensare il modello di sharing e lavorare su una regolamentazione che favorisca la crescita del settore”.

Una possibile soluzione potrebbe essere incentivare l’utilizzo dei mezzi condivisi attraverso agevolazioni fiscali o sussidi, migliorare l’infrastruttura urbana per rendere più sicuro e conveniente l’uso di biciclette e monopattini, e promuovere campagne di sensibilizzazione sulla mobilità sostenibile.

La sfida è complessa, ma la posta in gioco è alta: il futuro della mobilità urbana sostenibile dipende dalla capacità di adattarsi e innovare di fronte alle difficoltà attuali.

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