Le continue modifiche alla fiscalità delle auto aziendali rendono sempre più difficile programmare i costi e pianificare il rinnovo delle flotte. Un problema che riguarda direttamente il lavoro dei fleet manager e sul quale Best Mobility chiede un intervento per rendere le regole più chiare, stabili e in linea con quelle degli altri Paesi europei. La richiesta è emersa durante il webinar “La chiarezza fiscale non è un optional”, promosso dall’associazione con il patrocinio di ANIASA e UNRAE e la partecipazione di Francesco Delli Falconi, Partner di CMS Law Tax Future.
Nel corso dell’incontro sono state affrontate alcune delle principali questioni fiscali che interessano la gestione dei veicoli aziendali: dalle disposizioni del Decreto Omnibus al calcolo del valore normale, fino al trattamento degli optional e alla maggiore tassazione delle auto con oltre cinque anni di anzianità. Norme che incidono sulla definizione delle car policy e sulle scelte delle imprese, chiamate a pianificare gli investimenti in un contesto spesso caratterizzato da incertezze interpretative.
La riforma fiscale sostenuta da Best Mobility
L’associazione ha espresso il proprio sostegno alla proposta di revisione della fiscalità delle auto aziendali presentata al Ministero dell’Economia e delle Finanze e alla Presidenza del Consiglio da ANFIA, ANIASA, Motus-E e UNRAE.
Due gli interventi ritenuti prioritari: l’allineamento alle migliori pratiche europee in materia di deducibilità dei costi e detraibilità dell’IVA e la detassazione dei rimborsi aziendali per la ricarica domestica dei veicoli elettrici. Quest’ultima misura consentirebbe di superare alcune delle difficoltà fiscali legate al rimborso dell’energia utilizzata dai dipendenti per ricaricare a casa l’auto aziendale.
Secondo Best Mobility, una revisione della fiscalità potrebbe favorire un ricambio più rapido delle flotte, i cui veicoli hanno un ciclo medio di utilizzo di circa quattro anni. Ne beneficerebbe anche il mercato dell’usato, grazie a una maggiore disponibilità di auto recenti, più sicure e a basse emissioni, destinate a raggiungere anche gli automobilisti privati.
«La gestione di una flotta richiede programmazione e visibilità sui costi, mentre un quadro fiscale caratterizzato da frequenti modifiche crea incertezza e frena gli investimenti», ha sottolineato Federico Di Paola, presidente di Best Mobility. «Per chi gestisce la mobilità aziendale, la certezza delle regole non è un dettaglio accessorio, ma la premessa indispensabile per costruire una car policy efficiente. Gli optional possono essere una scelta; la certezza delle regole fiscali no».
I fleet e mobility manager rappresentati dall’associazione gestiscono complessivamente oltre 83.000 veicoli per grandi aziende italiane e multinazionali presenti nel Paese. Eppure, secondo i dati richiamati durante il webinar, in Italia il canale aziendale rappresenta poco meno del 30% delle nuove immatricolazioni, contro una media europea di circa il 60%. Un divario che, per Best Mobility, mostra quanto spazio ci sia ancora per la crescita del settore.
L’associazione auspica quindi l’apertura di un confronto con il Governo per valutare l’inserimento della riforma nella prossima Legge di Bilancio, offrendo il contributo dei propri associati per definire norme più stabili, efficaci e applicabili nella gestione quotidiana delle flotte.
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