Niente di nuovo, penseranno in molti: i soldi delle multe prese (e pagate) dagli automobilisti servono anche a finanziare le spese del Comune. Ad esempio, come riporta il Corriere, a Milano dell’incasso complessivo (circa 147 milioni di euro in sanzioni lo scorso anno) circa il 10% viene usato per pagare le bollette di Palazzo Marino.
Non c’è niente di illegale: il decreto aiuti dell’allora governo Draghi, infatti, aveva concesso ai Comuni di attingere dalle casse rimpinguate dalle sanzioni degli automobilisti. Così a Milano sono stati spesi circa 16 milioni nel 2022 e altri 13,4 nel 2023 per tenere accesi i lampioni, riscaldare scuole ed edifici pubblici, pagare le bollette della corrente degli uffici dove lavorano gli impiegati. Parliamo circa di 1 euro speso in bollette ogni 10 raccolti dalle multe.
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La maggior parte dei soldi viene usata per gli stessi automobilisti
Non vogliamo far partire la polemica del “ecco, le multe servono solo a riempire le tasche del Comune”. Innanzitutto, quelli sono comunque soldi utilizzati per i cittadini (i lampioni per illuminare le strade di notte servono a tutti, automobilisti compresi).
Uno studio pubblicato dell’Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale in collaborazione con l’Associazione Lorenzo Guarnieri lo scorso anno (analizzando l’uso di questi fondi nelle 14 principali città italiane con popolazione superiore a 200.000 abitati per il biennio 2021/22) ci aiuta a fare chiarezza su come vengono davvero spesi (gli altri) fondi derivante dalle sanzioni:
- il 19% finisce in manutenzione stradale
- il 14% per illuminazione pubblica
- un altro 14% va ai controlli su strada
Troppo poco, invece, secondo le Associazioni va agli utenti deboli e all’educazione stradale, a quest’ultima viene corrisposto un misero 0,027%. Le rimozioni si “mangiano” circa 4 milioni di euro ogni anno.
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