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Come “obbligare” i driver a rispettare le regole

Come “obbligare” i driver a rispettare le regole
Spiegare quali sono le regole e i comportamenti "positivi", ma senza un lavoro pratico, o ancora offrire corsi di formazione, ma senza un follow up: errori comuni che rischiano di vanificare gli sforzi per diffondere una cultura aziendale sulla sicurezza stradale. Ecco cosa fare invece.

IN QUESTO ARTICOLO

La gestione della sicurezza delle flotte è un compito complesso: a volte implementare le migliori pratices e stilare un vademecum non basta. Per avere un impatto positivo sul comportamento dei driver è importante lavorare quotidianamente. 

Spesso abbiamo parlato della frustrazione che possono provocare gli Adas: spie, segnali acustici, “incursioni” nella guida. Ciò ha come conseguenza, troppo spesso, la disattivazione dei sistema di sicurezza stessi. Ci sono però pratiche in grado di incoraggiare (o scoraggiare) determinati comportamenti, che permettono ai Fleet Manager di promuovere un comportamento sicuro e produttivo.

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Incoraggiare i driver ad utilizzare gli Adas

Iniziamo da qualche errore comune che impedisce cambiamenti positivi nel comportamento del driver: primo, concentrarsi solo sulla formazione sulla compliance, ovvero spiegare quali sono le regole e i comportamenti “positivi”, ma senza un lavoro pratico; secondo, offrire corsi di formazione (anche pratici e più efficaci) ma senza un follow up. 

Strategie per favorire il cambiamento

Piuttosto che adottare un approccio unico per tutti, valutare attentamente i dati telematici per individuare eventuali comportamenti a rischio.

Non dare per scontato che ogni dipendente sia uguale e abbia bisogno dello stesso supporto: sessioni di coaching personalizzate possono sembrare troppo costose, ma consentendo ai driver di affrontare i propri errori e, sul lungo periodo, permettono di risparmiare in sinistri, manutenzione straordinaria e fermi tecnici.

Preferisci valutazione e aggiornamenti attivi e continui a una recall annuale. La cultura della sicurezza, che si compone di messaggi e corsi di aggiornamenti, promuovono un cambiamento effettivo. Ed è questo al quale mirare. È bene poi, una volta terminati i corsi, condurre audit sulla formazione, per identificare aree critiche e apportare gli aggiustamenti necessari in sintonia con i conducenti.

Non dimenticare che il cambiamento è necessario a tutti i livelli, non solo tra i driver assegnatari di una vettura. Se hai auto in pool, o offri servizi di mobilità alternativa come il ride sharing, ricordati che tutta la popolazione aziendali deve ricevere formazione e informazione sulla sicurezza stradale. Alcune aziende coinvolgono addirittura i familiari, con corsi pensati anche per i bambini. 

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