Doveva essere una Seat, ma poi è uscita come Cupra, per le prestazioni più inclini al brand, per il posizionamento di prezzo, ma anche per i piani che il Gruppo Volkswagen ha per il marchio Seat. Ma per quanto condivida molto, a partire dalla piattaforma, con la Volkswagen ID.3, lasciatemi dire che la Cupra Born è tutta un’altra auto.
Più carica e sportiva nell’estetica, ha una guida spiccatamente sportiva, ma anche comfort e spazio che le permettono di essere l’auto di tutti i giorni, soprattutto per chi vive in città, è attento all’ambiente e alle ultime tendenze, e cerca comunque un mezzo sufficientemente compatto per vivere bene in città, ma con autonomia e dinamica di guida che letteralmente non vede l’ora di esplorare le strade.
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I NOSTRI 7 GIORNI CON LA CUPRA BORN
Lunedì – Vera e propria estetica
Quello di Cupra Born non è solo design, ma una vera e propria estetica. Che quindi non rende riconoscibile una vettura del marchio solo per alcuni elementi stilistici, quali tra l’altro ci sono: ad esempio i fari Coast to Coast al posteriore sempre molto scenografici, specialmente con le luci basse.
La riconoscibilità è data però soprattutto dall’apparire giovanile e sportivo, e dalla scelta di colori unici che rendono la Cupra Born, come qualsiasi Cupra, immediatamente visibile a distanza.

Tinte particolari, dal Grigio Vapore pastello alle tinte metallizzate iconiche come il Blu Aurora (distintivo del modello), o il grigio Qasar, sempre con dettagli in Rame su cerchi e numerose parti della livrea, anch’esso marchio distintivo. Questo perché chi sceglie Cupra entra nella Cupra Tribe, e ogni tribù ha i suoi colori distintivi.
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