Secondo l’European Fleet Emission Monitor (EFEM) 2024 di Alphabet, il 56% degli intervistati (oltre 1.000 flotte operanti in 12 paesi e in molteplici settori industriali) deve ancora impegnarsi con la Direttiva Corporate Sustainability Reporting (CSRD) della Commissione Europea. La maggior parte delle flotte europee infatti è molto in ritardo rispetto agli obblighi di rendicontazione e comunicazione delle emissioni di gas serra dei propri veicoli.
Il 64% vede nella flotta sostenibile una priorità (ma solo il 42% la monitora)
Secondo l’EFEM il 64% delle aziende ritiene lo sviluppo di una flotta di veicoli sostenibile una priorità strategica, ma di contro solo il 51,7% che si è posta veri obiettivi di riduzione della CO2 e ancora meno, il 42,4%, monitora attivamente le proprie emissioni.
Il divario poi è maggiore tra diverse regioni d’Europa: in Belgio l’89% delle aziende dà priorità alla sostenibilità, mentre solo il 66% in Germania e il 43% in Spagna la considera importante nella pianificazione della propria flotta.
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Monitoraggio della CO2, che disastro!
Ad allarmare è il numero di flotte che non ha mai registrato alcuna delle proprie emissioni di CO2: il 22%. E solo il 31% delle aziende utilizza software di gestione della flotta per monitorare e analizzare le proprie emissioni nel mondo reale (andando oltre, quindi, il semplice calcolo matematico basato sui dati dichiarati dalle Case automobilistiche).
Senza una rilevazione non è possibile gestire, né operare un taglio efficace delle emissioni: le flotte rischiano di non poter soddisfare gli standard normativi europei.
La disillusione dell’elettrico
Solo il 62% delle flotte nella rilevazione Alphabet crede di convertirsi al 100% elettrico in futuro, lo scorso anno la quota era del 69%.
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