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Primo Contatto Mazda 6e, la berlina elettrica da tenere d’occhio

Il nostro primo test drive della Maxda 6e, l'ammiraglia elettrica del marchio giapponese con 10-80% in 24 minuti e fino a 552 km di autonomia

IN QUESTO ARTICOLO

Modello molto chiacchiersto dell’ultimo anno, la Mazda 6e è il ritorno in elettrico dell’ammiraglia giapponese, che si presenta con la consueta ricercatezza stilistica del Kodo Design, interni curati e una dinamica di guida molto interessante e orientata al comfort.

Punta, però, tantissimo sul rapporto qualità-prezzo: due allestimenti, prezzo ora in promo di lancio a 39.850 € e listino a partire da 43.850 €, con autonomia fino a 552 km e canone di noleggio aziendale di 540 € al mese + IVA, la rendono davvero la berlina per la famiglia da tenere d’occhio – e non solo tra le elettriche.

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L’ESPRESSIONE MASSIMA DEL KODO DESIGN

Fin dalla sua presentazione al Salone di Pechino del 2024 come Mazda EZ-6, la 6e ha stupito perché pur essendo basata su una berlina Deepal (Changhan Auto) ne ha modificato radicalmente l’estetica, ponendosi come più raffinata ed elegante tanto esternamente quanto internamente.

Le proporzioni riprendono quelle dell’ultima Mazda6, con cofano particolarmente pronunciato ma non inutile visto il generoso frunk, e coda corta quasi fastback, con spoiler attivo che si può aprire o chiudere dall’interno, o lasciare che si apra automaticamente in base alla velocità.

L’anteriore vede fari larghi e sottili, e una texture LED che coinvolge tutta la calandra (chiusa), compreso il logo, con effetto scenografico di notte, mentre il posteriore omaggia, con il design particolare e tridimensionale dei gruppi ottici, due modelli Mazda: l’attuale Mazda3 (qui la nostra ultima prova) e l’ultima generazione della RX-7, di cui riprende nello specifico l’impostazione ad arco e connessa dei fari.

Rimangono i tipici colori del brand, come il Melting Copper della prova (introdotto con CX-80) o il celebre Soul Red Crystal, ma anche un grigio opaco anche lui non male. Sicuramente è un bel berlinone: anche se non sembra è lunga ben 4,9 metri, con forma simil-fastback che permette una capacità del bagagliaio minima di 466 litri e un vano particolarmente sfruttabile, specie se consideriamo che cavi e borse più piccole riescono a stare in quello anteriore.

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CI PARLI A GESTI

All’interno, il tocco Mazda si vede nei materiali. L’allestimento Takumi Plus della prova vede Pelle Nappa con finiture in tessuto scamosciato marrone e tetto panoramico con tendalino parasole elettroattuato, mentre l’unico altro allestimento, il Takumi, vede tessuti più tradizionali in bianco o in nero.

L’auto è molto comoda, ma c’è un’impostazione della plancia completamente nuova che denota l’origine cinese del progetto: l’assenza totale di pulsanti fisici, in favore di un controllo touch. L’infotainment è stato toccato poco da Mazda, che ha aggiunto le sue personalizzazioni, e dal display centrale, fluido ma migliorabile, si controlla tutto, compreso il clima, la regolazione degli specchietti, l’apertura della tendina del tetto, e le impostazioni di guida come gli ADAS.

Ci sono anche alcune app, come la fotocamera per farsi le foto tutti insieme, soluzione già vista anche su alcuni brand cinesi. Inoltre, c’è l’assistente vocale e la stessa fotocamera per i selfie viene usata per i controlli a gesti: l’auto ne può imparare diversi, per poter rispondere al telefono, far partire la musica, fermarla e quant’altro, anche se il tutto è un po’ macchinoso.

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PENSATA PER IL COMFORT

Mazda ha dato il suo tocco anche per quanto riguarda l’assetto. La potenza è di 258 CV sulla 6e provata (245 sulla Long Range), con singolo motore elettrico a trazione posteriore, la mia preferita. Brillante ma senza accelerazioni da urlo (lo 0-100 avviene in 7,6 secondi), nonostante il peso ben superiore alle 2 tonnellate Mazda ha lavorato benissimo per non farlo percepire, con una distrubuzione dei pesi quasi perfetta (47% anteriore e 53% posteriore) e anche sospensioni ben calibrate.

Buono lo sterzo, preciso per la categoria e abbinato a un volante delle dimensioni giuste, mentre il freno forse potrebbe essere più incisivo, specie in caso di necessità – per quanto io preferisca una soluzioni morbida a quelli troppo sensibili che inchiodano tutte le volte.

Ci sono tre modalità di guida (queste selezionabili dalla razza sul volante): Normal, Sport (la più divertente) e Individual, personalizzabile per quanto riguarda la frenata rigenerativa, anche se mi sembra al momento manchi la One Pedal Drive. Anche i comandi sono nuovi: sulla destra il selettore di marcia, che include anche il cruise control (bisogna spingere di nuovo verso il basso per attivarlo), a sinistra i tergicristalli, che possono essere anche automatici ma bisogna tornare nel display centrale.

Per spezzare una lancia a suo favore, sulla razza sinistra ci sono due stelle: sono due pulsanti personalizzabili per andare più velocemente a un menu che ci interessa, cosa che riduce molto la distrazione.  Ho apprezzato inoltre che i sistemi di sicurezza siano molto meno invadenti rispetto alle altre Mazda, ma manca il tipico pulsante che li disattiva tutti, di solito posto alla sinistra del volante.

Comoda, con una seduta piuttosto alta per essere una berlina, la Mazda 6e è anche molto ben insonorizzata: in Autobahn l’abbiamo portata a 180 km/h (Mazda dichiara una velocità massima di 175), e il fruscio aerodinamico era minimo.

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LA STANDARD RANGE QUELLA DA COMPRARE

La Mazda 6e arriva in due configurazioni: 258 CV con batteria da 68,8 kWh e 479 km di autonomia (quella della prova) e 245 CV con batteria da 80 kWh e 552 km di autonomia, la Long Range. Che per me è quella che ha meno senso, e vi spiego perché.

Sulla versione da me provata, la ricarica è tra le migliori della categoria: 165 kW il picco in DC con 10-80% in 24 minuti, un tempo davvero buono che non ha rivali a questo prezzo, con solo chi ha l’800 Volt (e quindi costa anche 30,000 € in più ad avere tempistiche leggermente più brevi). La Long Range, invece, riduce la potenza a 90 kW con 10-80% dichiarato in 47 minuti.

Pare che questa differenza sia dovuta alla diversa chimica delle batterie, ma sinceramente lo trovo comunque un tempo eccessivo. La differenza di autonomia, inoltre, non è così grande da giusitificare, almeno per me, la scelta della versione Long Range, soprattutto in autostrada dove le due versioni potenzialmente possono percorrere più o meno gli stessi km. Insomma, la 6e Standard è la vera Mazda 6e da comprare, con il giusto prezzo e un’autonomia di guida davvero interessante, anche per le flotte.

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