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Test Drive Lotus Eletre S, mi aspettavo tutt’altro da lei!

Lotus Eletre S è la seconda delle tre varianti del primo SUV di Lotus, quella pensata anche per le flotte: potente, ha 603 CV e due motori elettrici, con modalità di guida pensate anche per l'offroad, interni sfarzosi e comodi e tanta sicurezza. Oltre che la ricarica più veloce sul mercato.

IN QUESTO ARTICOLO

Con la Lotus Eletre, il marchio inglese entra in un segmento totalmente nuovo. O meglio, ne inaugura uno, quello degli “HyperSUV”, applicando il concetto di sportività alla comodità e alla voglia di viaggiare con la famiglia nel lusso. Tuttavia, non rinuncia alla sua tradizionale voglia di esplorare a livello tecnologico e ingegneristico.

Nel nostro test drive, abbiamo provato la versione intermedia, pensata anche per il mercato flotte (altra prima volta per Lotus!): parliamo della Lotus Eletre S, con 603 CV e fino a 600 km di autonomia, la più potente sul mercato per velocità di ricarica (fino a 350 kW in DC). I prezzi della S partono da 124.090 €, che salgono a 164.390 € per il modello in prova che include diversi optional.

Disponibile, proprio per le flotte, la possibilità di noleggio in media di 1.500 €/mese per Lotus Eletre S, con anticipo del 10% e durata 36 o 48 mesi e 20.000 km/anno. Potente, comoda, grazie ai sensori Lidar, Radar e alle telecamere è anche molto sicura, e per questo da tenere d’occhio tra le elettriche da viaggio.

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LOTUS ELETRE S: UN DESIGN CHE GRIDA AERODINAMICA

Il nome Eletre rimanda certo alla trazione elettrica del modello, ma viene da alcune lingue dell’Europa orientale: significa “prendere vita“, a conferma della novità portata avanti da questo modello.

Image: Fleet Magazine

Progettata e sviluppata presso il Lotus Tech Creative Center nel Warwickshire, in Inghilterra, già dal design si vede la sua voglia di continuare ad innovare. A capo del design c’è Ben Payne, e il suo team ha lavorato per far sì che l’auto somigliasse a un oggetto levigato dall’aria che accompagnasse il flusso d’aria all’esterno della vettura, in tutti i suoi lati.

Image: Fleet Magazine

Ci sono anche tante chicche tecnologiche, a partire dallo spoiler posteriore che da buona auto sportiva si alza e si abbassa, nonché lo spoiler superiore “spezzato”, in nero, di grande effetto.

Image: Fleet Magazine

Stupendo il colore Verde Galloway (optional da 1.830 €), omaggio alla storia del brand. È forse l’elemento più distintivo di Lotus oggi, perché è una tinta che ha decorato tantissime delle vetture, e che ritorna anche sulle bellissime pinze dei freni e i suoi grandi cerchi qui da 22 pollici in nero lucido (entrambi optional rispettivamente di 610 € e 1.220 €. Di serie, i cerchi sono sempre da 22” ma diamantati, le pinze in grigio).

Image: Fleet Magazine

Il design è comunque particolare e ricercato, tipico del brand: per approfondire, vi rimando all’articolo più dettagliato fatto in occasione della prima apparizione milanese della Eletre.

Approfondisci: I 10 segreti della Lotus Eletre

OPULENZA D’INTERNI

Decisamente nuovo, invece, l’approccio degli interni, che è totalmente diverso rispetto al passato. Si nota molto di più la voglia di esplorare il concetto di auto premium con materiali ricercati fino all’Alcantara. In questo caso abbiamo il pacchetto Executive con display posteriore da 9” (optional, costa 6.710 €) con stile Gold, che include pelle nappa beige/nero. Molto piacevole, costa 2.570 € come lo stile Quartz con pelle vegana in grigio chiaro, a mio parere molto più elegante ed è ciò che sceglierei io.

Image: Fleet Magazine

Per quanto i sedili abbiano un’estetica sportiveggiante, sono pensati più per offrire grande comfort e in questo riescono benissimo.
Ciò che ho amato è il volante, che ricorda le auto sportive (ha anche il segno per capire se è dritto), bello da impugnare, soprattutto quando si guida in Sport. Ma nonostante questo, l’approccio scelto è quello di un’auto preziosa, quasi opulenta, come si nota dal design dei pulsanti, dalle cornici dei porta-bicchieri, in generale dall’ambiente di lusso che si respira.

Image: Fleet Magazine

L’approccio è però anche tecnologico, e qui ci sono 4 schermi: uno anche al posteriore, già citato, che permette a chi siede dietro di controllare indipendentemente il clima, ma anche i media. Due, sottili, si integrano alle bocchette dell’aria e alle luci ambient light: il cluster digitale, con tutte le info, molto carino. E poi quello per il passeggero anteriore, che può impostare la musica e altri parametri.

Image: Fleet Magazine

Al centro, il grande display OLED da 15,1 pollici con l’OS proprietario, ben fatto e connesso a internet, da cui impostare ogni parametro. Ammetto che da un’auto così avrei preferito un pannello migliore, perché lui trattiene molto le ditate e rovina un po’ la percezione. Nulla da dire sul sistema, che include nativamente anche Spotify e grazie allo Store permette di scaricare altre app, tra cui i giochi. Manca la compatibilità a CarPlay e Android Auto (o almeno, io non sono riuscito in nessun modo ad attivarla), ma ormai c’è questa tendenza tra i costruttori premium.

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È POTENTE MA PREDILIGE UNA GUIDA “TURISTICA”

L’idea di HyperSUV sono certo che la troveremo sulla Lotus Eletre R, tutta un’altra macchina: ha 3 motori elettrici, oltre 900 CV di potenza e scatta da 0 a 100 in meno di 3 secondi.

Image: Fleet Magazine

La S non che non sia potente, ma predilige qualcosa di più comodo e rilassato. In Sport comunque regala un notevole divertimento, specie sulle strade libere e ricche di tornanti, dove non sente il suo peso e dove dimostra tutta la sua stabilità, anche grazie al volante che ho già decantato.

Ma l’altra anima, e secondo me quella volutamente principale, è quella di auto per godersi il viaggio, muoversi in comodità, oltre ad auto di rappresentanza molto riuscita e distintiva, se la guardiamo da un lato Business. È molto silenziosa, anche perché ben insonorizzata, priva di suoni mistici o finti motori riprodotti come su altre auto, cosa che si apprezza.

Image: Fleet Magazine

Altro punto a favore è la sicurezza, perché qui si apprezza tutto il meglio della tecnologia del gruppo. Di serie, Eletre e Eletre S ha il comparto ADAS agevolato dal sensore Lidar che poi viene proiettato sia nell’Head Up Display, grande e tridimensionale; sia in quello al centro, dove l’auto mostra di riconoscere gli altri veicoli e le loro dimensioni, moto, bici e pedoni fermi o in movimento, e a 360°, cosa che aiuta molto.

Pecca forse in praticità: la regolazione degli specchietti non è intuitiva, ma soprattutto ogni parametro (a parte le modalità di guida che si selezionano dal volante) passa per il display centrale: quindi la regolazione degli ADAS, del clima e altre impostazioni. Un peccato, perché distrae molto.

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LA PRIMA LOTUS PER L’OFFROAD

L’altra novità per una Lotus è che troviamo anche la modalità di guida off road, grazie alla trazione integrale e alle sospensioni elettroniche regolabili  su tre livelli di altezza. La modalità offroad porta la Eletre al massimo dell’altezza, permettendo di affrontare molto bene anche terreni molto scoscesi e fangosi.

Image: Fleet Magazine

Al contrario, la Sport abbassa completamente la vettura. In ogni caso, anche nelle altre modalità è possibile scegliere indipendentemente l’altezza in base a ciò che serve o si preferisce.

RICARICA A 350 KW

Un’auto a tutto tondo a cui piace tantissimo viaggiare, anhe perché l’autonomia qui arriva intorno ai 600 km che sono piuttosto realistici. Certo, non guidando in modo troppo sportivo, ma anche in autostrada a 130 km/h si riescono a percorrere notevoli distanze, e soprattutto a recuperare i km molto, molto in fretta.

Image: Fleet Magazine

I 350 kW di potenza in corrente continua sono il vero valore aggiunto. Unicum sul mercato al momento, in 15 minuti ha già recuperato oltre 300 km, e l’80% lo raggiunge a poco più di venti. Considerando che la quasi totalità delle colonnine in autostrada, tra Free To X, Ionity, Enel X ed Ewiva, raggiungono potenze di 300 kW, le soste potenzialmente durano come quelle di un’auto termica.

Leggi Anche: Quali sono le elettriche che ricaricano più velocemente?

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