Il rientro dalle ferie estive ci costerà caro: già oggi infatti, secondo le rilevazioni del Mimit, i prezzi alla pompa di benzina e diesel si attestano rispettivamente su 2,073 e 2,099 euro al litro. Il 25 agosto però scadranno gli sconti sulle accise, che il Governo ha deciso dopo la ri-chiusura dello stretto di Hormuz.
E la situazione non può che peggiorare, secondo il presidente di FederPetroli Italia, Michele Marsiglia: “Raggiungere sul gasolio i 3 euro al litro nei prossimi mesi non è difficile”. Come spiega ad Adnkronos, non si parla di una scenario attuale, ma “in pochissimi mesi“, se non arrivasse una vera “de-escalation”, “si potrebbe arrivare a un stravolgimento”.
Cosa succederà nelle prossime settimane ai prezzi dei carbuanti
Oggi il Brent si mantiene su livelli molto elevati, superando i 91 dollari al barile, il WTI a 89,59$ mentre “il gas a 63 euro/MWh”.
Quello che preoccupa di più, nonostante il blocco dello Stretto e il gas, almeno per le famiglie e le aziende italiane, è che nei mesi di ottobre e novembre – spiega Marsiglia – ci sia un aumento importante dei costi energetici.
“Quando la situazione è questa, anche i prezzi dei carburanti ne risentono: già da stamattina le medie nazionali sono cresciute di diversi centesimi”, osserva: soprattutto per il diesel, dove i rincari del prodotto hanno (fin da subito, in effetti) eroso l’effetto delle misure introdotte dal governo. Nelle scorse settimane si era parlato fino a 7 centesimi su 17 di sconto “scomparso”.
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E lo sconto è valido solo fino al 25 agosto: “il diesel è arrivato a 2,60-2,68 €/l già settimane fa”, ricorda il presidente di FederPetroli.
Comprare gas e petrolio dagli USA? Un errore
Marsiglia ricorda anche che negli scorsi mesi l’Italia ha diversificato i propri acquisti, ma forse con una strategia che alla lunga potrebbe rivelarsi controproducente: tra le nostre fonti alternative infatti figurano anche gli Stati Uniti, responsabili tra l’altro della chiusura dello Stretto di Hormuz.
“Noi abbiamo preso tantissimo gas e anche del greggio dagli Usa, ma anche loro hanno difficoltà con le loro riserve interne energetiche“: il rischio, spiega, è quello di una “compromissione generale” legata alla situazione geopolitica.
Perché benzina e gasolio costano spesso più che nel resto d’Europa?
“È la tassazione – spiega chiaramente Marsiglia – Noi abbiamo le accise, abbiamo una tassazione piuttosto alta sui carburanti”.
Noi ne abbiamo parlato in questo articolo.
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