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Al The Urban Mobility Council 2024 va in onda la Libertà di movimento

Al The Urban Mobility Council 2024 va in onda la Libertà di movimento
Grazie ai dati delle "green box" made in UnipolTech bisognerà pensare a un budget emissioni invece dei chilometraggi. Perché la sostenibilità deve essere anche sociale ed economica. Mettendo a punto un "nuovo" Move-In

IN QUESTO ARTICOLO

Al via la terza edizione del The Urban Mobility Council, un evento che non poteva cadere in un momento migliore “per fare un forum sulla mobilità, a un mese dalla fine elezioni europee. Un primo momento di incontro con il mondo politico” la presentazione del Forum 2024 da parte di Stefano Genovese, head of istitutional & public Affairs Unipol gruppo e coordinatore The Urban Mobility Council. 

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Libertà di movimento  grazie anche la Move-In. Meglio se di nuova generazione

Il saluto del governatore della Lombardia Attilio Fontana inizia parlando, appunto, di libertà di movimento e di Move-In, “con cui siamo la possibilità a chi fa pochi chilometri, agli anziani che non possono permettersi un’auto nuova, di usarla se ne hanno bisogno. Perché bisogna condividere l’aspetto ambientale con quello sociale”. Fontana poi ha snocciolato le tante iniziative sulle nuove tecnologie, dalla guida autonoma, all’idrogeno con i treni in Val Camonica all’Advanced Air Mobility al, naturalmente, i nuovi carburanti: l’elettrico, naturalmente, ma senza le esagerazioni ideologiche europee, e i biocarburanti.

Move-In che, ma di nuova generazione, sbarca anche a Roma, come raccontato dal Sindaco di Roma Roberto Gualtieri: “Le isole ambientali che hanno zone 30 di nuova generazione, ma, anche, l’utilizzo del Move-In di nuova generazione. Sfida ambientale obbligata ma difficile: perciò ottimo l’uso de Move-In per monitorare non solo i  chilometri ma anche le emissioni. E di conseguenza lo stile di guida degli automobilisti. Ma molto importante rimanel’intermodalità e il MaaS”.

I dati della ricerca Un percorso sostenibile: la via verso emissioni zero e l’e-Mobility Index

La ricerca a cura del  Direttore Dipartimento Elettronica, Informazione e Bioingegneria, Politecnico di Milano​ Sergio Savaresi comprende anche l’E-Mobility Index, basata sui dati di ben 100.000 auto nel Comune di Milano: “il 40% delle auto potrebbero passare all’elettrico, se, naturalmente, ci fossero colonnine sotto casa. Con una percorrenza media di 6.300 chilometri. Questa per noi è compatibilità funzionale, mentre quella economica, su 8 anni, è rapido arrivare al break-even, per il 40%, ma solo con gli incentivi. Senza si arriva al 2%…. Diciamo che si arriva al 20% di media“. 

E dopo aver calcolato l’E-Private Mobility Index – ossia la percentuale di veicoli tradizionali (a motore endotermico) che può essere effettivamente sostituita da veicoli elettrici – nelle province di Roma, Brescia e Bari – il Politecnico di Milano, basandosi su dati anonimi provenienti da ben 100.000 auto di residenti a Milano con a bordo i dispositivi telematici UnipolTech, ha determinato che nella capitale lombarda la percentuale di auto compatibili col passaggio al full electric è pari al 40%. Percentuale che si riduce a circa il 20% aggiungendo la condizione di breakeven economico ovvero, la convenienza dell’investimento per il passaggio all’auto elettrica tenendo conto che in Italia 8 anni è la durata media di proprietà di un’auto privata. È quindi facile prevedere che anche a Milano nel futuro il parco auto rimarrà ancora in gran parte termico.
Partendo quindi dall’assunto che il parco auto rimarrà ancora composto da veicoli tradizionali il PoliMi – prendendo come riferimento i Km concessi con il Move-In della Regione Lombardia2– ha trasformato il tetto chilometrico definito per ogni categoria di auto Euro 4, Euro 5 ed Euro 6 pre e post 2017 sia diesel che benzina – in un equivalente “budget” di emissioni di CO2 ed NOx. Dove conta molto la modalità di guida.

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La libertà del movimento e la Politica

Carlo Corazza, Direttore Ufficio del Parlamento europeo in Italia, ha sottolineato come sia importante avere una politica industriale giusta per applicare correttamente il green deal, senza aprire le porte ai cinesi, che hanno investito grazie anche ad aiuti statali. 
E Carlo Fidanza, Gruppo dei Conservatori e Riformisti europei (ECR), va ancora più aldilà: “l’approccio ideologico è stato troppo pervasivo, a partire da Timmermans, che ha colpito tutte le filiere economiche europee, senza che la Commissione aprisse a chi portava dati importanti per riconsiderare la neutralità tecnologica. Un ‘ricevimento parenti’ inutile…mentre noi da Mattei abbiamo investito e sviluppato i biocarburanti che sarebbero perfetti per la transizione“.
Benedetta Scuderi, Gruppo dei Verdi/Alleanza Libera Europea, in collegamento da Bruxelles, però attacca e dice che, secondo una ricerca del CNR, le “auto elettriche hanno una riduzione dell’impatto del 50/70%. E queste auto sono il futuro. Non dobbiamo avere paura dei cinesi, ma realizzare filiere innovative, basate sulle nuove tecnologie”. Poltica in grande sviluppo che ha commentato anche l’Head of Unit for Coordination and Planning, DG Move e Membro del Comitato di Indirizzo The Urban Mobility Council Pierpaolo Settembri.

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Città a 30 all’ora e la ricerca a cura del Prof. Carlo Ratti 

Dopo Roma anche Milano. A intervenire sulle città a 30 km/h il sindaco meneghino Beppe Sala: “non vogliamo tutta la città a 30 all’ora, anche se la velocità media ad oggi è di 28 km/h, ma non vogliamo stare fermi. E quindi in autunno metteremo il limite a 30 nelle strade dove vi sono scuole. Un’occasione per ripensare quelle strade. Non metteremo solo un cartello e basta”. Ma Sala non si ferma qui e attacca le nuove regole volute dal ministero dei trasporti che “non permettono i controlli in città in strade sotto i 50 km/h: non vogliamo riempire le città di autovelox me dove c’ è stata incidentalità lo vorremmo fare“. E Sala difende la scelta dell’Area B e dell’aumento della costruzione di nuove ciclabili: “noi andremo avanti verso gli esempi di tante altre metropoli europee“. 

Iniziative che il Direttore MIT Senseable City Lab Carlo Ratti in collegamento da Singapore – esempio virtuoso secondo il professore con le tasse ERP per circolare – ha studiato in una ricerca. Grazie ai dati UnipolTech: “I viaggi suburbani si fanno a 48 km/h, in città a 28 km/h. Su questi dati abbiamo fatto una simulazione, su quattro scenari, tra le diverse tipologie di strade in quattro anelli concentrici cittadini. E l’impatto del tempo sul viaggio medio sarebbe al massimo di 89 secondi…“. 

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Terabyte di dati

Grazie ai 4,2 milioni di box montate su veicoli UnipolTech e terabyte su terabyte di dati, ha appena brevettato un algoritmo, “su cui si basano tutti questi studi, con dati che provengono da veicoli certificati da Dekra con i loro sistemi di controllo delle emissioni collegate ad alcuni di questi stessi veicoli. Così abbiamo capito che abbiamo un discostamento tra i dati reali e quelli del nostro algoritmo di massimo il 5%. Una base per realizzare un ‘nuovo’ Move-In“, insomma quello evoluto voluto da Gualtieri, come commenta Paola Carrea, Direttore Generale UnipolTech.

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