Negli ultimi mesi Trump aveva imposto un dazio del 25% sulle auto importate negli Stati Uniti, penalizzando in particolare i costruttori europei. Ora però ha scelto una strada diversa per i pickup: l’export verso l’Europa diventa più conveniente, con un taglio dei costi di importazione che si traduce in prezzi finali più bassi.
Non è una contraddizione: i pickup sono tra i modelli più redditizi per l’industria americana. Agevolarne l’arrivo in Europa significa rafforzare un prodotto simbolo e, allo stesso tempo, aprire nuove opportunità di mercato.
Stellantis e il caso RAM
La prima a muoversi è Stellantis, che controlla il marchio RAM. Per i suoi pickup, l’effetto è immediato: circa 6.000 euro in meno sul prezzo di listino.

Finora questi veicoli erano rimatsi un lusso per pochi appassionati disposti a pagare cifre elevate. Con il nuovo scenario diventano una scelta più accessibile, non solo per chi cerca un mezzo di lavoro robusto, ma anche per chi vuole un’auto dall’immagine forte e fuori dagli schemi.
Un mercato tutto da capire
L’Europa, però, non è l’America. Le nostre città hanno strade più strette, normative ambientali più rigide e un orientamento verso modelli compatti ed efficienti. Resta da capire se i pickup troveranno davvero spazio o resteranno un prodotto di nicchia.
Di certo, la loro presenza sarà più visibile. E il fatto che arrivino a prezzi più bassi non è soltanto una questione commerciale: è il segno di come l’auto sia sempre più terreno di scontro e accordo internazionale. Se vedremo più RAM, Ford F-150 o Chevrolet Silverado sulle strade europee, sarà perché la geopolitica ha deciso di aprire loro la strada.
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