Non smettono di aumentare i costi dell’assicurazione auto. Già a maggio 2024 – secondo i dati riportati dall’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (autorità amministrativa indipendente che esercita la vigilanza sul mercato assicurativo italiano) – il prezzo medio dell’RC auto era di 400 euro, in aumento su base annua del +6,8% in termini nominali e del +6,0% in termini reali. In aprile la crescita nominale annua era stata pari a +7,9%. Oggi i costi hanno ripreso a correre e a luglio sono saliti del 7,4% contro il 6,2% di giugno.
In termini di spesa stiamo parlando di 416 euro in media, con zone d’Italia dove gli incrementi sono stati anche maggiori (a Roma si è raggiunto il +11%, ma non è tra le prime in termini di spesa reale, seppur comunque sopra la media: 482 euro). È la stessa Ivass a segnalare i nuovi aumenti.
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AUMENTI INGIUSTIFICATI, LO DICE IL CODACONS
Certo, il confronto con i prezzi del 2014, annus horribilis per gli automobilisti che erano arrivati a pagare mediamente 500 euro, è ancora positivo, ma di poco.
Secondo il Codacons si tratta di “incrementi che non appaiono giustificati dall’aumento della incidentalità in Italia, e che cozzano con la situazione economica delle compagnie di assicurazioni“. In totale. considerando che in Italia circolano (regolarmente assicurate) 32,9 milioni di auto, si parla di 2 miliardi di euro pagati dagli automobilisti italiani in favore delle assicurazioni.
Anche Unc denuncia un balzo dei prezzi ingiustificato: “né l’inflazione, né il costo dei sinistri, né l’incidentalità” sarebbero il motivo degli aumenti. E tira in ballo l’Antitrust, “per capire se le differenze da città a città dipendano da restrizioni sul lato della concorrenza, intese restrittive o altro“.
Le Provincie con gli aumenti maggiori
L’aumento ha interessato trasversalmente lo stivale, ma con dei picchi: se a Pesaro e Urbino infatti gli aumenti sono stati “solo” del +3,1%, come detto nella Capitale si è arrivati al più 11.
A Enna l’assicurazione costa in media 298 euro, a Potenza 306 e a Oristano 310, ma poi ci sono i primati di Napoli (598 euro) e Prato (591 euro).
Il raffronto tra Napoli e Aosta è di 270 euro, in aumento del +7,8% su base annua e in riduzione del 43,4% rispetto allo stesso mese del 2014. Ovviamente a soffrire di più sono le classi di merito superiori alla prima (+6,6%) che arrivano a pagare anche 11,5% in più.
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