L’Agenzia delle Entrate, in risposta a due richieste di chiarimento avanzate da alcune società, ha chiarito che l’assegnatario di auto aziendale che vuole aggiungere optional alla vettura deve pagarli da sé, senza alcuna detrazione fiscale.
Così come bisogna pagare di tasca propria anche la ricarica ricarica dell’auto aziendale elettrica o plug-in, se si decide di ricaricarla a casa.
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GLI OPTIONAL SI PAGANO
La società che assegna l’auto in fringe benefit può accontentare il dipendente che chiede optional aggiuntivi per il suo veicolo, ma poi è tenuta a detrarre la somma spesa per gli optional dalla sua busta paga e non e non può neanche portare tale somma a riduzione del valore forfettario del Fringe benefit (cioè dell’auto assegnata).
Il valore del fringe benefit resta quello calcolato secondo le tabelle Aci.
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Infatti, spiega l’Agenzia delle Entrate nella risposta n.233 del 9 settembre 2025, le somme a carico del dipendente in busta paga non incidono sulla determinazione del valore tassabile del veicolo assegnato.
LA RICARICA A DOMICILIO SI PAGA
Se l’azienda fornisce l’energia elettrica per la ricarica del veicolo elettrico in uso promiscuo (tramite colonnine di ricarica in azienda o carta aziendale per la ricarica presso colonnine pubbliche) tale fornitura non costituisce reddito imponibile per il dipendente, ma rientra nel valore forfettario, esattamente come per la fuel card di benzina o diesel.
Discorso completamente diverso per la ricarica domestica, effettuata presso l’abitazione dei dipendenti assegnatari di un veicolo elettrico.

Come spiega la risposta dell’Agenzia delle Entrate all’interpello n. 237/E del 10 settembre 2025 qualsiasi somma che il dipendente paghi per ricariche elettriche a uso privato deve essere trattenuta dalla sua retribuzione netta e non può essere dedotta dal valore del fringe benefit ai fini fiscali.
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Il rimborso delle spese di energia elettrica concorre alla formazione del reddito di lavoro dipendente in quanto lo stesso non rientra tra i fringe benefit forniti dal datore di lavoro, ma costituisce un rimborso monetario di spese sostenute dal lavoratore.
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