Tra i Fleet e Mobility manager delle aziende italiani serpeggiano i dubbi – altri, dopo le nuove aliquote, le nuove motorizzazioni, la revisioni delle emissioni, e tanto altro… – su come calcolare il Valore Normale, su come trattare gli eventuali optional sulle auto aziendali e, ancora, come gestire le ricariche elettriche.
Leggi Anche: Tabelle ACI 2025, come calcolare Fringe Benefit e Rimborsi Chilometrici [PDF scaricabili].
Chi applica il Valore Normale?
Il valore del fringe benefit delle auto immatricolate entro il 2024 e assegnate o riassegnate, con contratti stipulati o con la consegna del veicolo dal 1° luglio 2025, deve essere determinato secondo il criterio del “valore normale” indicato all’articolo 51, comma 3 del Tuir.
E fin qui è tutto chiaro, ma come si calcola questo “valore normale”? Nel 2021 l’agenzia delle Entrate aveva stabilito che “dal valore del canone di leasing o del noleggio pagato dal datore di lavoro (il valore normale lordo) debba essere scorporata l’indennità chilometrica determinata in base alle tariffe Aci moltiplicata per il numero di chilometri percorsi nell’interesse del datore di lavoro”.
Ah, ecco. Ma per chi percorre tanti, tantissimi chilometri? La “soluzione” (se così vogliamo chiamarla) sarebbe quella di tenere un registro delle percorrenze aziendali, così da documentare l’effettivo utilizzo lavorativo del veicolo ed evitare, in caso di contestazioni da parte del Fisco, che il benefit venga tassato sull’intero valore normale lordo, al pari di quanto accade per i veicoli concessi in uso esclusivamente privato.
Quindi sapere per ogni auto aziendale quanto questa è utilizzata per ragioni di lavoro e quanto per ragioni private. Si cerca un esperto di algoritmi che combini i giorni lavorati e quelli di riposo/fiere ed eventuali malattie, gli orari di lavoro e le percorrenze….
Gli optional: a carico del driver. E non diminuisce il Fringe
L’Agenzia delle Entrate, con la circolare 3.07.2025, n. 10/E, ha fornito le prime istruzioni applicative, mentre la risposta all’interpello n. 233/2025 ha chiarito che eventuali somme corrisposte dal dipendente per l’aggiunta di optional al proprio veicolo assegnato dovranno essere trattenute dall’importo netto corrisposto in busta paga e non potranno essere portate in diminuzione del valore forfettario del Fringe addebitato.
Le ricariche elettriche delle auto aziendali
E’ chiaro che se l’azienda fornisce l’energia elettrica per la ricarica del veicolo elettrico in uso promiscuo, tale fornitura non costituisce reddito imponibile per il dipendente, essendo già inclusa nel valore forfetario calcolato con le tabelle ACI come ben chiarito dalla risposta ad interpello n. 237/E del 10 settembre 2025.
Quindi qualsiasi somma che il dipendente paghi per ricariche elettriche a uso privato deve essere trattenuta dalla sua retribuzione netta e non può essere dedotta dal valore del fringe benefit ai fini fiscali.
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