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“Bonus carburante” per lavoratori e famiglie a basso reddito, le ipotesi del Governo

“Bonus carburante” per lavoratori e famiglie a basso reddito, le ipotesi del Governo
Meloni: "Vorremmo un provvedimento più targettizzato verso i consumatori e i fruitori che hanno maggiormente bisogno”. Misure attese in settimana.

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Giovedì 17 settembre scade la proroga al taglio generalizzato delle accise sui carburanti, il Governo punta a sostituirlo con un sistema di sostegni più circoscritto, destinato alle categorie maggiormente esposte al caro-carburante.

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Quelle al vaglio sono ancora ipotesi e non misure già approvate, che si attendono a breve. Venerdì 11 la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato:

“Vorremmo un provvedimento più targettizzato verso i consumatori e i fruitori che hanno maggiormente bisogno; sono ottimista che i primi della settimana prossima, o comunque al massimo durante la settimana prossima, arriveremo con il provvedimento”.

Ritorno al fringe benefit

Tra le soluzioni esaminate c’è il ritorno di un bonus carburante attraverso i fringe benefit erogati dalle imprese private.

È lo stesso modello sperimentato nel 2022 durante il governo guidato da Mario Draghi: le aziende possono riconoscere ai dipendenti buoni utilizzabili per acquistare carburante, con un trattamento fiscale agevolato.

L’ipotesi è di un bonus fino a 200 euro, sostenuto inizialmente dal datore di lavoro che lo recupera successivamente attraverso il sistema fiscale.

Uno dei temi è se e come fare rientrare nel bonus le partite Iva che utilizzano frequentemente l’auto per lavorare.

Bonus per famiglie a basso reddito

Un’altra possibilità è concentrare le risorse sulle famiglie a basso reddito. L’ipotesi è di creare un fondo da un miliardo di euro per le famiglie con Isee fino a 20mila euro, alle quali potrebbe essere riconosciuto un buono carburante del valore massimo di 100 euro. Una parte dei tecnici spinge per limitare la platea esclusivamente alle famiglie già in possesso della Carta “Dedicata a te” (che richiede Isee sotto i 15.000 euro e l’assenza di altri ammortizzatori sociali).

In questo caso l’accesso al bonus non dipenderebbe dal rapporto con il datore di lavoro, ma dalla situazione economica del nucleo familiare.

Le due misure potrebbero andare di pari passo, per una copertura il più ampia possibile, che non escluda il ceto medio che, pur non rientrando nelle fasce economicamente più deboli, sostiene ogni giorno costi considerevoli per raggiungere il posto di lavoro.

Il problema delle coperture

Le proroghe del taglio delle accise hanno comportato finora un costo complessivo superiore ai 2,6 miliardi di euro, coperto solo in parte dall’aumento del gettito Iva prodotto dagli stessi rincari dei carburanti.

Leggi Anche: Taglio delle accise, in 6 mesi avremo speso oltre 3 miliardi

I fondi del bilancio dell’Unione Europea, compresi quelli di coesione o i piani straordinari legati alle crisi internazionali, non possono finanziare tagli sulle tasse della benzina o del diesel. Bruxelles vieta l’uso di risorse europee per interventi “tampone” e generalizzati che incentivano il consumo di fonti energetiche inquinanti, in quanto in contrasto con gli obiettivi di transizione ecologica della Commissione.

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