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Chery è più vicina a produrre in Spagna che in Italia

Chery è più vicina a produrre in Spagna che in Italia
Nella partita Italia-Spagna per coinvolgere Chery nella produzione europea di auto elettriche e ibride, il vantaggio sembrerebbe pendere dalla parte della soluzione iberica. Lo scenario

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“Stiamo esplorando diverse possibilità in tutta Europa, alla ricerca dell’installazione potenziale di una produzione locale per il futuro. Stiamo intrattenendo discussioni in varie località sparse in Europa in questa fase”. Così parlava Jochen Tueting, direttore operativo Chery per l’area europea, lo scorso marzo. Il costruttore cinese è nel folto elenco di nomi transitati su un possibile impegno produttivo in Italia ma gli ultimi sviluppi confermati in Spagna sembrerebbero orientare verso la Catalogna l’impegno del Gruppo.

Il ministero dell’Industria e del Turismo ha confermato l’esistenza di trattative in atto e, secondo le anticipazioni dell’agenzia Reuters, un annuncio sull’insediamento della produzione in Spagna potrebbe essere ufficializzato a breve. 

CHERY VERSO LA PRODUZIONE A BARCELLONA

Chery andrebbe a operare presso il sito ex Nissan di Barcellona, un impianto dismesso dalla casa nipponica nel 2021 e con la conseguenza di aver lasciato 1.600 dipendenti senza un posto di lavoro. Dapprima un impegno congiunto di tre realtà spagnole sul sito, poi lo scorso marzo EV Motors ha rilevato le partecipazioni QEV e Silence per proporsi quale unico proprietario e, nelle trattative tra governo spagnolo e Chery, opera nel ruolo di “negoziatore”. 

Lo scenario che si delinea è una produzione Chery presso la struttura di EV Motors. Modelli elettrici e ibridi verrebbero assemblati nel quadro dell’impegno del governo spagnolo verso la mobilità elettrica. Ammonta a 1,7 miliardi di euro il fondo PERTE (Progetti Strategici per il Recupero e la Riconversione Economica; ndr) che offre l’accesso a prestiti e garanzie a realtà impegnate nella produzione di veicoli elettrici. Vale sottolineare come sul punto di un impegno di fondi pubblici per coinvolgere Chery nella produzione in Spagna non siano arrivate posizioni ufficiali.

I CINESI E LA PRODUZIONE IN EUROPA

Il quadro che si delinea, di una produzione Chery in Spagna, aggiunge un altro tassello dopo l’impegno Byd in Ungheria. E l’Italia? Non mancano le opzioni per potenziare la produzione dei siti e, al netto di Byd e Chery, anche Great Wall, fino a Tesla, sono transitate nel radar di compagnie con le quali il ministero delle Imprese e del Made in Italy intrattiene colloqui. C’è poi lo scenario di quella Leapmotor sulla quale Stellantis ha diritti di produzione in esclusiva al di fuori della Cina. Alle indiscrezioni di un possibile assemblaggio a Mirafiori si sono susseguiti gli scenari di un assemblaggio dei kit in Polonia.

L’anticipazione diffusa dall’agenzia Reuters, di un imminente accordo tra Chery e il governo spagnolo per produrre auto elettriche e ibride a Barcellona, è completata dalla posizione del governo italiano all’agenzia: il ministero dell’Industria non ha notizie della scelta di Barcellona, da parte di Chery, per il suo nuovo stabilimento.

Ancora, dalle indiscrezioni raccolte dall’agenzia di stampa, “Chery resta in contatto con le autorità italiane ma ha ricevuto pochi riscontri”, secondo una fonte che ha confermato l’avanzamento delle trattative per l’impegno in Spagna.

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