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Crisi dell’auto: chi rischia di più?

Crisi dell’auto: chi rischia di più?
Le Case auto tedesche vedono a rischio circa metà dei propri volumi tra calo in Cina, dazi con gli USA e stagnazione in Europa. I dazi statunitensi colpiranno invece in misura maggiore le Case Auto giapponesi e coreane.

IN QUESTO ARTICOLO

Le vendite auto non sono più tornata al livello pre Covid, né è probabile che ci torninoi nei prossimi anni.

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Dopo la pandemia la produzione di veicoli si è slegata dal PIL globale, registrando una crisi molto più acuta dal 2019.

Questo è stato ulteriormente aggravato da fattori come la crisi dei chip e quella logistica. L’industria automobilistica globale è rimasta sostanzialmente in stagnazione (recessione in alcune regioni).

QUALI SONO I MERCATI PIÙ A RISCHIO

Le previsioni di crescita da qui al 2030 non sono buone per quasi nessun mercato (Analisi Bain su dati S&P Mobility).

Fra il 2001 e il 2017, una volta saturati i mercati storici dell’auto, il settore è stato guidato a livello globale dall’Asia e dal Medio Oriente. In particolare la crescita della Cina (+16,6%) ha sorretto i volumi, con la nascita di molti nuovi operatori locali. Nello stesso tempo l’Asia del Sud è cresciuta del 7,4%, il Medioriente del 4,4%, il Sudamerica del 4,2%. Stagnanti le vendite in Europa e Nord America (+0,4%), in recessione Giappone e Corea (-0,3%).

Ma le cose sono destinate a peggiorare: Europa e Nord America ridurranno ulteriormente i propri volumi, così come il Giappone. I volumi nel vecchio Continente sono rimasti al di sotto delle previsioni del 2022, con un gap che rimarrà presumibilmente almeno fino al 2028 (-15 milioni di unità cumulate). Anche i volumi in Nord America dopo il Covid hanno mostrato una minore capacità di recupero rispetto alle attese del 2022 (-7,5 milioni di unità cumulate).

Il vero problema è che il mercato rimarrà fermo anche in Cina (0,3%), avendo il Paese raggiunto un livello di saturazione molto elevato. Questo è problematico non solo e non tanto per i produttori cinesi, ma per tutti i marchi occidentali esportatori.

Si “salvano” i mercati del Sud America (storicamente territorio Fiat) e Asia del Sud, dove è prevista una crescita del 2,7%.

I MARCHI PIÙ ESPOSTI

Gli impatti saranno rilevanti sui singoli Costruttori, a seconda della diversa esposizione sui mercati internazionali.

Le Case Auto più esposte ai trend geopolitici attuali sono le Case tedesche, che vedono a rischio circa metà dei propri volumi tra calo in Cina, dazi con gli USA e stagnazione in Europa. I dazi statunitensi colpiranno invece in misura maggiore le Case Auto giapponesi e coreane, da sempre presenti in Nord America con vendite importanti.

I tedeschi

I marchi tedeschi sono esposti in particolar modo in Europa e in Cina. Addirittura, Volkswagen vende più in Cina che in Europa.

  • Volkswagen vende il 34% in Europa, il 12% in Nord America, il 41% in Cina, il 14% negli altri mercati
  • Opel vende il 40% in Europa, il 18% in Nord America, il 31% in Cina, l’11% negli altri mercati
  • BMW vende il 37% in Europa, il 19% in Nord America, il 32% in Cina, il 12% negli altri mercati
  • Audi vende il 41% in Europa, il 14% in Nord America, il 39% in Cina, il 15% negli altri mercati

Gli italo-francesi

I marchi Stellantis sono fortemente eurocentrici, salvo Fiat che vende molto in Sudamerica

  • Peugeot vende per l’83%% in Europa, il 2% in Nord America, il 2% in Cina, il 13% negli altri mercati
  • Renault vende il 74% in Europa, il 2% in Nord America, non esporta in Cina e il 24% negli altri mercati
  • Fiat vende per il 45% in Europa, l’1% in Nord America, non vende in Cina e fa ben il 54%negli altri mercati

Gli americani

I grandi produttori Nordamericani vendono soprattutto negli Stati Uniti, a eccezione di Tesla.

  • Ford vende per il 24% in Europa, il 59% in Nord America, il 6% in Cina e il 12% negli altri mercati
  • Chevrolet vende il 13% in Europa, il 70% in Nord America, l’1% in Cina e il 17% negli altri mercati
  • Tesla vende per il 18% in Europa, il 38% in Nord America, il 37% in Cina e il 7% negli altri mercati
  • Jeep vende il 14% in Europa, il 67% in Nord America, l’1% in Cina e il 18% negli altri mercati

I cinesi

I marchi cinesi si stanno espandendo, ma vendono soprattutto nel loro mercato interno.

  • Byd vende per il 2% in Europa, non vende in Nord America, fa il 93% dei volumi in Cina e il 5% negli altri mercati
  • Geely vende il 13% in Europa, non vende in Nord America, fa l’81% dei volumi in Cina e il 6% negli altri mercati

I giapponesi

I marchi giapponesi hanno un’esposizione molto equilibrata su tutti i mercati, e risultano i più esposti in Nordamerica e, quindi, i più colpiti dai dazi.

  • Toyota vende per il 13% in Europa, il 26% in Nord America, il 18% in Cina e il 43% negli altri mercati
  • Nissan vende il 12% in Europa, il 39% in Nord America, il 20% in Cina e il 29% negli altri mercati
  • Honda vende il 3% in Europa, il 40% in Nord America, il 23% in Cina e il 33% negli altri mercati

I coreani

Anche i marchi sudcoreani sono particolarmente esposti in Nordamerica, oltre che nei mercati asiatici extra Cina.

  • Kia vende il 22% in Europa, il 35% in Nord America, il 3% in Cina e il 40% negli altri mercati
  • Hyundai vende il 18% in Europa, il 28% in Nord America, il 4% in Cina e il 50% negli altri mercati

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