Le imprese europee stanno bloccando le esportazioni dei prodotti industriali verso gli Stati Uniti, il motivo? Nuove complicazioni burocratiche, ma soprattutto i costi extra per i prodotti che contengono acciaio e alluminio.
L’amministrazione Trump infatti, nonostante la firma fresca sull’accordo di dazi al 15% per i prodotti provenienti dall’Unione Europea risalente a pochi giorni fa, ha deciso di estendere i dazi del 50% sui metalli, acciaio e alluminio appunto, gravando così un gran numero di produttori europei di tariffe più alte di quelle concordate.
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Ci finiscono in mezzo anche i motori
Se inizialmente i dazi sull’alluminio riguardavano solo i metalli “puri” o per lo più parti metalliche come le viti, ora si applicano anche a oggetti finiti, tra i quali motori, macchinari ed equipaggiamenti per l’edilizia. La notizia è comparsa sul Wall Street Journal.
“Circa il 30% delle importazioni di macchinari dagli Stati Uniti provenienti dall’UE è ora soggetto a dazi del 50% sul contenuto metallico del prodotto“, ha spiegato Bertram Kawlath, presidente dell’associazione tedesca dell’ingegneria meccanica (VDMA), in una lettera inviata a fine agosto alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
“Non c’è sicurezza né prevedibilità nell’accordo tra Stati Uniti e UE“, ha dichiarato Bernd Lange, guida la commissione commercio del Parlamento europeo. Ora ci si potrebbe aspettare una richiesta di eliminare o ridurre i dazi su una serie di importazioni statunitensi previste dall’accordo di luglio.
L’incertezza del dazio
Per di più, chi esporta non sa neanche bene quanto dovrà pagare, dato che l’entità effettiva del dazio ora varia in base al contenuto metallico di un prodotto.
Si potrebbe ipotizzare che su un milione di dollari di prodotti importati con un contenuto di acciaio del 20%, la tariffa sia del 50% sui 200.000 dollari di acciaio e del 15% sul resto, per un totale di 220.000 dollari di dazio, ovvero un dazio del 22%, ma gli Stati Uniti hanno dichiarato che rivedranno l’elenco dei dazi sui metalli ogni quattro mesi, aumentando così l’incertezza.
Il commissario europeo al commercio, Maroš Šefčovič, ha dichiarato mercoledì che l’UE non rappresenta una minaccia per i produttori di acciaio americani e che entrambe le economie stanno affrontando la concorrenza delle importazioni a basso costo provenienti da altri Paesi, ma intanto l’industria europea è ferma, nel dubbio.
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