Il Decreto Carburanti 2026 (DL 157/2026) porta avanti un doppio binario: da un lato accelera le trivellazioni per l’estrazione di gas e petrolio, dall’altro introduce semplificazioni per le energie rinnovabili (FER) e l’elettrificazione.
Leggi Anche: Carburanti: le misure alternative al taglio delle accise
Il testo finale, infatti, punta ad allentare complessivamente i vincoli burocratici su entrambi i fronti energetici.
Trivellazioni più facili
L’intervento sulle trivellazioni è uno dei nuclei più discussi del provvedimento (regolato dall’Articolo 2 del Decreto: “Misure di accelerazione dei procedimenti concernenti infrastrutture e attività energetiche strategiche”).
Se una Regione non concede l’intesa entro 45 giorni dalla richiesta di prospezione o estrazione, il Governo interviene attivando i poteri di un Commissario straordinario che ha la facoltà di scavalcare il blocco amministrativo locale per garantire la “sicurezza energetica nazionale” in tempi rapidi.
Spinta sulle rinnovabili
Il decreto ha integrato diverse modifiche per favorire la transizione ecologica: è stato approvato un pacchetto di emendamenti per rivedere al ribasso le tariffe e le condizioni economiche per i nuovi allacciamenti alla rete elettrica, riducendo i costi per chi installa nuovi impianti FER (da i Fonti Energetiche Rinnovabili).
Come per le trivelle, anche qui le nuove norme contengono misure per ridurre i vincoli autorizzativi legati all’infrastrutturazione degli impianti da fonti rinnovabili, velocizzando l’iter dei progetti legati all’elettrificazione.
Le misure puntano principalmente ad abbattere i costi iniziali per chi si allaccia alla rete elettrica su due fronti:
- Taglio della Quota Potenza: riduzione dei contributi legati alla Quota Potenza, cioè la componente di costo legata alla massima capacità di prelievo richiesta dalla rete
- Rimodulazione della Quota Distanza: alleggeriti anche gli altri costi dovuti nella fase di primo allacciamento per acquisire il diritto alla connessione, inclusa la Quota Distanza (la cifra calcolata in base alla distanza tra la cabina elettrica e il punto di fornitura dell’utente)
Sul fronte delle fonti rinnovabili un emendamento rafforza il concetto secondo cui i criteri e i limiti imposti dalle Regioni per individuare le ulteriori aree di loro competenza non possano possono sovrascrivere le tutele nazionali già previste dal D.lgs. 190/2024 per i siti industriali o infrastrutturali.
***
CONTINUA A LEGGERE SU FLEETMAGAZINE.COM
Per rimanere sempre aggiornato seguici sul canale Telegram ufficiale e Google News.
Iscriviti alla nostra Newsletter per non perderti le ultime novità di Fleet Magazine.
