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Iva sulle auto aziendali: il governo chiede l’ennesima deroga all’Ue | La detraibilità per le Flotte rimane al 40%

Iva sulle auto aziendali: il governo chiede l’ennesima deroga all’Ue | La detraibilità per le Flotte rimane al 40%
Fino al 31 dicembre 2028 l'IVA sulle auto aziendali potrà essere detratta del 40%, viene quindi prorogata la deroga (datata ormai più di 15 anni) che permette al governo italiano di non allineare la detraibilità per le flotte al 100% degli altri paesi europei. Quando finirà tutto questo?

IN QUESTO ARTICOLO

Ci eravamo tanti illusi. O forse anche no. Anche nel prossimo triennio l’Iva delle auto aziendali che potrà venire portato in detrazione sarà ancora al 40%. E non al 100% come negli altri paesi europei. Una deroga che era stata concessa all’Italia dal Consiglio UE, inizialmente sino al 31 dicembre 2010, e successivamente prorogata ogni tre anni

Iva sulle auto aziendali: ennesima deroga chiesta all’Ue

La decisione di esecuzione 2025/2529 del consiglio dell’8 dicembre 2025 autorizza la Repubblica italiana ad applicare misure di deroga all’articolo 26, paragrafo 1, lettera a) e all’articolo 168 della direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, limitando al 40 % il diritto a detrazione dell’IVA a norma dell’articolo 168 della direttiva 2006/112/CE sull’acquisto di taluni veicoli stradali a motore (compresi i contratti di assemblaggio e simili, fabbricazione, acquisto intracomunitario, importazione, leasing o noleggio, modificazione, riparazione e manutenzione, nonché le spese connesse, compresi lubrificanti e carburante) a condizione che il veicolo in questione non sia interamente utilizzato a fini professionali.

Per i veicoli soggetti a tale limitazione del 40 %, l’Italia richiede che i soggetti passivi non assimilino l’utilizzazione a fini privati dei veicoli dell’impresa di un soggetto passivo a una prestazione di servizi a titolo oneroso a norma dell’articolo 26, paragrafo 1, lettera a), della direttiva 2006/112/CE.

Con lettera protocollata dalla Commissione il 31 marzo 2025, l’Italia ha chiesto l’autorizzazione a continuare ad applicare le misure speciali per un ulteriore periodo fino al 31 dicembre 2028, sostenendo che “il limite del 40 % è tuttora giustificato e appropriato. Sostiene inoltre che le misure speciali siano giustificate dall’impatto positivo per quanto riguarda l’onere amministrativo per i contribuenti e per le autorità fiscali attraverso la semplificazione della riscossione dell’IVA e la prevenzione dell’evasione fiscale dovuta a una contabilizzazione non corretta”.

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