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I brand cinesi alla conquista delle flotte aziendali

I brand cinesi alla conquista delle flotte aziendali
L’aumento dei listini europei ha aperto le porte ai costruttori cinesi nel settore delle flotte. Nel noleggio a lungo termine la crescita di questi brand è del 300% nel primo trimestre 2026.

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I brand cinesi hanno ormai raggiunto il 12,4% di market share nelle flotte, una quota di mercato destinata con ogni probabilità a salire. I dati sono stati illustrati in occasione della presentazione del 25esimo rapporto Aniasa.

1 AUTO SU 5 NEL RENT-A-CAR È CINESE

Nel Noleggio a breve termine ormai un’auto su cinque è di un produttore cinese. Si tratta di un aumento del 60% registrato nel primo trimestre 2026 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, per un totale di 12.000 veicoli.

Quando un costruttore esordisce in un nuovo mercato senza una storia alle spalle, il segmento dei privati è cauto, come anche quello del Noleggio a lungo termine. Quindi, i marchi cinesi hanno utilizzato il Rent- a-car come testa di ponte commerciale perché si tratta di un canale ad alti volumi e immediato, ideale per superare la diffidenza iniziale dei clienti.

I brand cinesi hanno garantito alle società di noleggio forniture importanti e consegne rapidissime. Questo ha colmato un vuoto di mercato cruciale per le flotte di auto a noleggio, negli aeroporti e non solo. Inoltre, le auto cinesi hanno potuto cominciare a farsi conoscere dai possibili acquirenti, che hanno avuto la possibilità di guidarle per un weekend o per una trasferta di lavoro: una sorta di test drive senza vincoli.

+300% NEL NOLEGGIO A LUNGO TERMINE

Più delicato il passaggio dalla fornitura di una vettura temporanea a quella di un’auto ad uso esclusivo di un driver aziendale per 3 o 4 anni. Ma anche nel Noleggio a lungo termine i brand cinesi si stanno facendo largo: l’aumento nel primo trimestre 2026 è del 300% rispetto al 2025, con 7.145 auto di brand cinesi immatricolati nel segmento nei primi tre mesi del 2026.

Come ci sono riusciti? Per prima cosa stabilendo vantaggiose relazioni commerciali con le aziende del noleggio, con forti sconti. Resta il problema del valore residuo (quanto varrà l’auto a fine noleggio?). Inizialmente i valori residui dei marchi cinesi erano molto bassi a causa dell’incognita della loro durata nel tempo. Con il boom del breve termine e i primi dati reali sull’usato, i valori residui si sono stabilizzati, permettendo alle società di Nlt di abbassare i canoni mensili.

LE AZIENDE MODIFICANO LE CAR LIST

Secondo un’analisi di AgitaLab, per contrastare i rincari e mantenere invariato il Tco (Total cost of ownership), l’88% delle aziende ha modificato le proprie car list, preferendo la stabilità dei costi operativi al mantenimento degli standard precedenti in fatto di marca e modelli. Fra queste, il 46% dice di averlo fatto orientandosi verso marchi cinesi: gradevoli da guidare, ben equipaggiati e con un prezzo di listino aggressivo.

Pesa molto anche il forte focus dei marchi cinesi sulle motorizzazioni elettriche e plug-in. Una proposta perfetta per le flotte aziendali, che con la nuova tassazione del fringe benefit privilegiano queste tipologie di vetture.

Infine, i marchi cinesi stanno puntando alla creazione e allo sviluppo di una rete post-vendita strutturata, con hub logistici europei, accordi con dealer locali e reti di officine multiservizio europee.

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