Grandi manovre all’ombra della Grande Muraglia. O, forse, correttivi che rientrano nelle intenzioni delineate già nel 2024 dalla Commissione per la supervisione e amministrazione degli asset statali. Le protagoniste dei rumours sono Donfgeng e Changan, che il 9 febbraio scorso hanno diffuso una nota stampa dal tenore simile e a breve distanza l’una dall’altra, per comunicare l’intenzione di rivedere gli assetti proprietari.
Secondo le ricostruzioni di stampa, si prospettano due scenari: da un lato una fusione, di maggiore complessità per l’integrazione da realizzare; dall’altro, un’alleanza strategica per condividere i costi su ricerca e sviluppo, ottimizzare la capacità produttiva – dopo un 2024 negativo per i volumi realizzati da Dongfeng Motor Group e da Changan, perlomeno rispetto alle stime -.
DONGFENG, CHANGAN E UNA COMPETIZIONE GESTITA
La SASAC, Commissione cinese per la gestione degli asset statali – tra cui il 66% di Dongfeng Motor Group, attraverso la controllante Dongfeng Motor Corporation, oltre al 100% di China South Industries Group che controlla Changhan Automobile – nel 2024 indicava l’intenzione di agire per ridurre la competizione interna e puntare a una specializzazione per ciascuna compagnia gestita.
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Rivedere l’assetto azionario di Dongfeng e di Changhan Automobile e creare sinergie in grado di rilanciare i due gruppi, reduci da un 2024 al di sotto delle aspettative, potrebbe essere la via adottata prossimamente.
POTENZIALMENTE UN’ALLEANZA DA 6 MILIONI DI VEICOLI
Changhan Automobiles ha chiuso con 2,68 milioni di veicoli venduti, contro un obiettivo di 2,8 milioni. Nel 2025 punta a volumi pari a 3 milioni di vetture, di cui 1 milione da esportare. Dongfeng ha sofferto le joint venture con Nissan e Honda, in forte calo (-12,7% e -29,2%), che hanno zavorrato i risultati altrimenti positivi dei marchi direttamente controllati da Dongfeng Motor Group. Complessivamente, 1,89 milioni di auto vendute, contro un obiettivo 2024 di 3,2 milioni, confermato per il 2025 e una quota destinata all’esportazione pari a 500 mila unità.
Lo scenario della fusione, il più complesso al momento, darebbe vita a un gruppo automobilistico potenzialmente da 6 milioni di veicoli all’anno, stando alle stime 2025. Sui dati di chiusura del 2024, varrebbe, invece 4,6 milioni di veicoli.
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