Di questo passo, tra qualche anno, le nostre auto saranno abbastanza vecchie da prendere la patente di guida. Già oggi sono alla vigilia del patentino per il motorino: secondo l’annuario statistico dell’ACI, infatti, il parco circolante italiano è sempre più vecchio e ha raggiunto nel 2024 l’età media di 13 anni (2 mesi in più rispetto al 2023).
Tra queste, le auto Euro 0-3 che hanno almeno 19 anni sono poco meno di 1 su 4 (il 24% circa del totale). Altro che passaggio all’elettrico.
Cosa significa avere parco auto sempre più vecchio
Il dato dovrebbe spaventarci, perché un parco auto così vecchio porta con sé diverse insidie. L’arretratezza del circolante, infatti, ha conseguenze negative sull’impatto ambientale e sulla sicurezza della mobilità.
Sono anni che si parla del “parco auto più vecchio d’Europa”, eppure la situazione sembra in continuo peggioramente.
Le auto in Italia sopra i 15 anni oggi sono il 42,5%, ovvero sono in costante aumento:
- Erano il 35% nel 2020:
- Nel 2010 il 19%;
- Il 16% nel 2000.
Le conseguenze per la salute, la sicurezza e l’economia
I veicoli più vecchi emettono quantità significativamente più alte di particolato (PM10, PM2.5), ossidi di azoto (NOx), e idrocarburi incombusti rispetto ai veicoli più recenti (Euro 6, elettrici, ecc.), ciò contribuisce a peggiorare la qualità dell’aria urbana causando malattie respiratorie croniche, asma, bronchite, e malattie cardiovascolari.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’inquinamento atmosferico causa decine di migliaia di morti premature ogni anno solo in Italia, esponendo a rischi maggiore soprattutto i soggetti più deboli, come bambini, anziani e persone con patologie preesistenti.
A poco possono le nuove normative su Adas obbligatori e requisiti minimi di sicurezza, se le (poche) nuove auto si trovano a dover convivere con l’obsolescenza dei sistemi di sicurezza. Le auto vecchie non dispongono di tecnologie moderne come frenata automatica d’emergenza, sistemi di mantenimento corsia, airbag avanzati o controllo elettronico della stabilità (ESP).
Freni, sospensioni, luci, pneumatici usurati, poi sono ovviamente più soggetti a malfunzionamenti, aumentando il rischio di incidenti. Le auto vecchie sono statisticamente più coinvolte in incidenti mortali, anche per via della minore capacità di prevenire gli urti.
A tutto questo, possiamo aggiungere i costi economici indiretti. Da un lato, l’aumento della spesa sanitaria pubblica per il trattamento di patologie legate all’inquinamento, dall’altro l’aumento dei costi assicurativi e il maggior consumo di carburante, causato dall’inefficienza dei motori più vetusti.
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