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Ferrari si butta sull’idrogeno?

Ferrari si butta sull’idrogeno?
Nelle scorse settimane il Cavallino ha depositato un brevetto nel quale viene mostrato un motore V6 biturbo (capovolto) alimentato a idrogeno. Un sogno irrealizzabile o un'entusiasmante novità?

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Oltre alla sua tanto annunciata “prima vettura elettrica” che potrebbe arrivare entro il 2025, Ferrari ha fatto parlare di sé nelle scorse settimane per un altro tipo di motore che potrebbe alimentare i suoi modelli futuri.

Il marchio di Maranello ha infatti depositato presso l’ufficio europeo dei brevetti, un progetto che potrebbe ulteriormente rivoluzionare il suo DNA, imbevuto da sempre nella benzina. Sui fogli che il Cavallino ha lasciato presso l’EPO viene infatti mostrato un motore biturbo a sei cilindri alimentato a idrogeno.

Un propulsore estremamente complesso che oltre al tipo di alimentazione, rivoluziona la filosofia di Ferrari sul piano della progettazione. Con questo motore il Cavallino passa infatti dai consueti motori a V a un’architettura in linea.

Nonostante sia per ora solamente una serie di disegni in bianco e nero su un foglio, questo nuovo motore sembra seguire, insieme alla sua prima e futura auto elettrica, la volontà di Ferrari di adeguarsi ai requisiti ambientali richiesti dal Green Deal Europeo.

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Un prolusole decisamente complesso

Una delle poche cose nelle quali Ferrari ha voluto tenere fede alla sua tradizione con questo nuovo propulsore è la trazione, che resta posteriore. Soluzione presente già in molti attuali modelli del Cavallino, come la 296 GTB e la Roma.

Per il resto questo motore presenta una serie di novità assolutamente inedite per il marchio di Maranello. In primis la sua insolita costruzione, “orientata verticalmente e con l’albero motore che si trova sopra i cilindri”. In parole povere, questo propulsore si trova “a testa in giù”.

Una soluzione che non si vede quasi mai sulle vetture convenzionali, dal momento che, questo tipo di architettura, non facilita il processo di lubrificazione del motore che generalmente circola all’interno dei propulsori tradizionali passando dalla cotta alla pompa dell’olio grazie alla forza gravità. Cosa che, con un propulsore capovolto, non potrebbe accadere. 

Per far fronte a questo inconveniente, Ferrari ha progettato un sistema di olio a secco pressurizzato. Infatti, ci sono tre pompe che inviano il lubrificante all’interno del motore, assorbendolo e mandandolo poi a un serbatoio di recupero. Una quarta pompa, azionata dagli alberi a camme, è invece destinata al liquido di raffreddamento.

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Una Ferrari ibrida alimentata a idrogeno: fervida fantasia o possibile realtà?

Un’altra cosa visibile all’interno del progetto è che il propulsore a idrogeno sviluppato dal Cavallino viene “aiutato” da una serie di dispositivi ausiliari. Probabilmente, come accaduto per modelli come la 296 GTB o la mostruosa SF90 Stradale, anche questo tipo di motorizzazione potrebbe essere parzialmente alimentata da una sorta di sistema ibrido a 48 volt.

Infine, un’altro stratagemma molto particolare legato a questo particolare propulsore è l’alloggiamento del carburante. I disegno mostrano infatti che l’idrogeno viene posizionato in quattro diversi serbatoi. I primi due, oltre ad essere sferici, sono posizionati ai lati del propulsore. L’altra coppia, in questo caso di forma cilindrica, si trova sopra il blocco motore. Nel progetto non viene tuttavia specificato il funzionamento di questa soluzione né tantomeno viene giustificato l’impiego di un propulsore capovolto.

ferrari-motore-idrogeno

Non è ancora chiaro se Maranello sia intenzionata o meno a sviluppare nei prossimi anni un motore a idrogeno, trasformando i disegni di questi fogli in un modello sperimentale. Pur trattandosi di un brevetto, questa soluzione potrebbe essere un tassello (molto) interessante nel percorso che Ferrari sta iniziando verso la produzione di vetture capaci di unire le alte prestazioni ad emissioni pari a zero.

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