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Hypercar elettriche da 2.000 cavalli: velocissime sì, ma serve davvero tutta questa potenza?

Hypercar elettriche da 2.000 cavalli: velocissime sì, ma serve davvero tutta questa potenza?
Le Hypercar a batteria sono diventate il manifesto dell'evoluzione massima dell'auto stradali. Hanno prestazioni migliori delle monoposto nello scatto da 0 a 100 km/h per merito della raffinata elettronica che provvede a combattere le leggi della fisica. Ma numeri a parte, sono davvero appaganti dietro il volante?

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Fino a qualche decennio fa, le auto sportive con la “S” maiuscola dovevano avere un requisito fondamentale, ancora prima della potenza nuda e cruda: era il piacere di guida. Senza la tecnologia che abbiamo a disposizione ai giorni nostri, per far andare veloce un auto si cercava innanzi tutto di limitare il peso, lavorando parallelamente anche su telaio e assetto.

Oggi i tempi sono cambiati, e stanno cambiando anche le automobili: la transizione energetica sta cercando di mandare in pensione i cari amati motori termici, per fare spazio a batterie e cavi di ricarica. Sono nate così le Hypercar elettriche: auto estreme in tutto, soprattutto per le potenze di cui sono capaci.

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Si tratta di vetture stradali con prestazioni paragonabili a quelle di una Formula 1: lo 0-100 km/h molto spesso è sotto i tre secondi, con le velocità di punta comodamente superiori ai 350 km/h. Cosa volere di più quindi? Dal punto di vista dei numeri sono certamente i mezzi più veloce del pianeta, ma guidarle e portarle al limite è un’altra cosa. 

La Nevera ha più cavalli della Red Bull di Verstappen: sono 1.942! 

Prendiamo come esempio la Rimac Nevera, l’elettrica che ha demolito una serie infinita di record. Da 0 a 100 km/h in soli 1,85 secondi, sì avete letto bene meglio di una F1, ed una velocità massima di “appena” 412 km/h con la batteria da 120 kWh che garantisce un’autonomia di circa 550 km nel ciclo WLTP.

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Ma siamo sicuri che guidare questo proiettile su ruote sia anche appagante? Sicuramente le partenze da fermo incollano al sedile come nient’altro al mondo, ma quando arrivano le curve? Oltre alla velocità supersonica queste auto sono anche in grado di emozionare su una semplice strada di montagna? Sono oggetti raffinatissimi sotto tutti i punti di vista, ma sono anche altrettanto complessi da guidare per fargli esprimere tutto il loro potenziale. 

Non dimentichiamo che una macchina elettrica eroga tutta la potenza istantaneamente: è per questo che a bordo di una Hypercar alla spina da migliaia di cavalli bisogna soprattutto pensare alle sue reazioni fulminee. Si viaggia a velocità da fantascienza, raggiunte in pochi secondi.

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Difficile sfruttare tutta questa potenza

La massiccia dose di elettronica che governa le Hypercar lavora assiduamente per poter far scaricare a terra i tantissimi cavalli a disposizione. Viene spontaneo domandarsi se i pochi fortunati che possono permettersi queste costosissime auto avranno anche le capacità di guida per godere a pieno di questi prodigi della tecnica.

Personalmente preferisco avere qualche cavallo in meno, così da poter riuscire a sfruttare senza paura tutte le potenzialità di un veicolo. Se non ci fosse l’elettronica a tenere a bada tali cavallerie, queste auto sarebbero pressoché impossibili da guidare, anche con al volante un pilota esperto.

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Pensate alle forze G a cui si è sottoposti, o ancora i tempi di reazione che devono essere immediati, o alle sollecitazioni che devono sopportare i freni e le gomme, insomma domare tali potenze (e a volte anche i pesi) non è cosa facile anche per l’elettronica.

A volte, meno è meglio

Da una parte le Hypercar sono degli oggetti bellissimi, anche solo da vedere parcheggiati davanti al Casinò di Montecarlo ma, quando ci si siede dietro il volante, sono forse troppo estreme per poter essere godute a pieno. In certi casi quando qualcosa è “troppo”, finisce per non essere neanche apprezzata da chi la possiede.

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L’appassionato di automobili “vecchio stampo” non è particolarmente interessato ad avere 1.000 cavalli sotto il cofano, vuole essere il più veloce tra le curve, divertendosi come quando si gioca alla PlayStation.

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Non bisogna avere paura di premere sul pedale del gas, a volte meglio un auto leggera, semplice, e sufficientemente potente per ritrovarsi dietro il volante con il sorriso stampato. Una sensazione che ha bisogno solo di migliaia di cavalli per essere risvegliata… 

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