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Incentivi auto 2025: finalmente una visione a lungo termine

Incentivi auto 2025: finalmente una visione a lungo termine
Supporto ai ceti meno abbienti e alla componentistica europea, e finalmente una visione a lungo termine con un miliardo all'anno fino al 2030: ecco come il governo Meloni sta ripensando gli incentivi

IN QUESTO ARTICOLO

Al tavolo automotive indetto dal Mimit, dove si è parlato anche di produttori cinesi che apriranno stabilimenti in Italia, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso si è soffermato sugli incentivi, affermando che il piano approvato “non ha corrisposto all’aumento che noi ci aspettavamo, che avevamo concordato, della produzione in Italia“.

Secondo il Ministro, non si è trattato di un fallimento in toto, ma l’obiettivo non è stato raggiunto. Per questo il governo si dice pronto ad apportare sostanziali modifiche già dal 2025.

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I 5 OBIETTIVI DEGLI INCENTIVI

Sempre al tavolo automotive, il Ministro ha ricordato anche gli obiettivi da raggiungere con gli incentivi, che devono:

  • Rinnovare il parco auto italiano circolante (l’età media è di quasi 14 anni);
  • Supportare la transizione energetica;
  • Supportare le persone fisiche nello specifico);
  • Sostenere le fasce meno abbienti;
  • Incrementare i volumi produttivi degli stabilimenti italiani.

Secondo il Ministro, quattro obiettivi sono stati raggiunti, e la dimostrazione è la rapidità con cui si sono esauriti i fondi per le auto elettriche. Inoltre, l’83% degli acquisti effettuati con gli incentivi sono stati contestuali alla rottamazione di un vecchio veicolo, di cui il 43% di categoria tra Euro 0 e Euro 3.

Ancora, il 77% di chi li ha prenotati sono persone fisiche, e il 25% di loro erano persone con ISEE inferiore a 30.000 € per le quali, come sappiamo, si prevede un bonus più alto.

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L’OBIETTIVO MANCATO

L’unico obiettivo mancato è insomma quello della produzione italiana, e per ovviare a questo problema come sappiamo il governo vuole destinare alcune risorse alla produzione, attirando nuovi costruttori.

Per questo, i nuovi incentivi porteranno anche a una pianificazione pluriennale (finalmente!) delle risorse da mettere in campo, con un fondo automotive che, secondo le prime anticipazioni, avrà a disposizione 750 milioni di euro nel 2025, e poi un miliardo all’anno dal 2026 al 2030.

Urso specifica che i soldi saranno sempre a sostegno dei ceti meno abbienti e della componentistica italiana, privilegiando le automobili con componenti italiane ed europee.

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