Spesso la cronaca ci racconta di incidenti che coinvolgono biciclette e monopattini, qualche volta questi mezzi erano parte di una flotta di veicoli in share. Ma il pericolo per gli utenti deboli della strada (ovvero, appunto, chi non viaggia su una vettura) è reale?
L’Osservatorio Nazionale sulla Sharing Mobility per capire qual è il reale impatto della sharing mobility sull’incidentalità stradale (con particolare rilevanza a tutti quelli che l’ISTAT definisce “incidente con lesioni a persona”) ha avviato una raccolta dati direttamente presso gli operatori italiani.
Oltre ai numeri è però emerso un elemento chiave: in Italia non tutti gli operatori di micromobilità in sharing registrano gli incidenti nello stesso modo.
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Definisci incidente (nella sharing mobility)
Alcuni adottano un approccio rigoroso, basato esclusivamente su referti medici, documentazione clinica, certificazioni assicurative o verbali della Polizia. Altri, invece, affiancano o sostituiscono a questo metodo una raccolta basata sulle segnalazioni degli utenti, includendo quindi anche quei sinistri che non sfociano in un accesso ospedaliero o che non vengono formalizzati dagli organi di controllo.
Questa differenza nelle modalità di rilevazione ha un impatto diretto sulla lettura dei dati: l’Osservatorio considera sempre gli incidenti accompagnati da referto, ma per alcuni operatori ingloba anche quelli semplicemente segnalati.

Ne risulta un quadro più ampio (e in parte più sensibile) rispetto alle statistiche ISTAT, perché intercetta anche eventi minori che non entrano nelle rilevazioni ufficiali ma che raccontano comunque qualcosa su sicurezza, percezione del rischio e qualità dei servizi.
L’indagine ha coinvolto nove operatori: cinque utilizzano esclusivamente documentazione clinica e quattro si affidano alle segnalazioni. Dalla loro collaborazione è emerso un dato complessivo di 666 incidenti registrati nel 2024, la base numerica su cui si articola l’analisi.
I dati sull’incidentalità dell’Osservatorio Sharing Mobility
Se si considera il numero di incidenti ogni 100.000 noleggi, monopattini e scooter mostrano una leggera ma importante contrazione: -2% per i monopattini e -7% per gli scooter.
Al contrario, il bikesharing registra un aumento netto del 113%, segnale di un settore in piena evoluzione, con dinamiche ancora non del tutto stabilizzate. Il quadro cambia radicalmente quando si passa a osservare gli incidenti ogni 100.000 chilometri percorsi: in questo caso tutte e tre le tipologie migliorano in modo evidente.

I monopattini riducono il tasso del 7%, gli scooter del 54% e le biciclette addirittura del 67%. È un risultato che racconta un progresso trasversale, soprattutto se interpretato come aumento della sicurezza in rapporto alla distanza effettivamente percorsa.
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