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La mobilità? È una questione di welfare aziendale

Dalla nuova indagine di Arval Mobility Observatory emerge che in più della metà delle aziende la mobilità integrata è inserita nei programmi di welfare aziendale (o lo sarà nei prossimi 2/3 anni).
Dalla nuova indagine di Arval Mobility Observatory emerge che in più della metà delle aziende la mobilità integrata è inserita nei programmi di welfare aziendale (o lo sarà nei prossimi 2/3 anni).

IN QUESTO ARTICOLO

La nuova indagine di Arval Mobility Observatory, dal titolo “Mobility Benefit: nuovi orizzonti della mobilità aziendale tra benessere dei dipendenti e sostenibilità”, realizzata in collaborazione con il centro studi Econometrica, ha coinvolto oltre 200 aziende italiane.

Ne emerge, in sintesi, che “la mobilità è sempre più centrale nella trasformazione delle imprese” come dice Massimiliano Abriola, Head of Consulting & Arval Mobility Observatory Italia.

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“Il punto strategico del quale ci facciamo portavoce è l’esplicito appello alla necessità di sviluppare metodologie standardizzate per dimostrare il ROI (Ritorno sull’Investimento) della mobilità, e non solo il costo, per assicurare la futura allocazione di budget”, evidenzia Ivano Gallino Presidente Nazionale Aitmm Associazione Italiana Travel Mobility Manager.

Il 68% ha una strategia di mobilità sostenibile

il 68% degli intervistati dichiara che la propria azienda ha già (39%) o sta lavorando (29%) a una strategia formalizzata per la mobilità sostenibile. Gli obiettivi principali sono:

  1. sostenibilità ambientale (63%)
  2. accrescere il benessere dei dipendenti (42%)
  3. garantire maggiore flessibilità ai dipendenti (24%)

Tra le aziende che hanno già piani strutturati di mobilità, l’attenzione ai dipendenti risulta essere maggiore, mentre, per le aziende con piani meno definiti, il focus della strategia di mobilità si concentra sulla riduzione delle emissioni.

Tra i principali ostacoli a una strategia per la mobilità sostenibile ci sono le resistenze interne al cambiamento (34%), l’assenza di un budget dedicato (21%) e le difficoltà riscontrate nella scelta delle soluzioni più adatte da proporre (19%).

Quali soluzioni

Le principali soluzioni di mobilità proposte dalle aziende a oggi risultano essere:

  • parcheggi gratuiti o agevolati per i dipendenti nelle sedi aziendali 57%
  • rastrelliere per le biciclette 49%
  • corporate car sharing 26%
  • rimborso del trasporto pubblico locale 18%
  • car pooling 17%
  • navette aziendali 16%
  • Bike sharing 10%
  • Buoni di mobilità o rimborsi km casa-lavoro 19%
  • Car sharing aziendale anche a uso privato 9%
  • Maas 4%
  • Altro 5%

Gli aspetti su cui si focalizza di più la crescita sono il rimborso del Tpl, che gli intervistati prevedono aumenterà del 12% nei prossimi 2-3 anni, il carpooling (+11%) e il bike sharing (+10%).

 L’integrazione di queste soluzioni, stando a quanto emerge dall’indagine, può essere facilitata dall’introduzione di soluzioni digitali e connettività sui veicoli (attività che vedono già oggi impegnato il 57% delle aziende), grazie anche alla possibilità che offrono di analizzare la riduzione di emissioni (importante per il 93%), il numero di utilizzatori (56%) e la soddisfazione dei dipendenti (46%).

Mobility manager e risorse umane

A conferma di quanto la mobilità stia acquisendo sempre più importanza soprattutto per le tematiche legate alla soddisfazione e al benessere dei collaboratori, l’indagine mostra come nel 55% dei casi, la figura del mobility manager si colloca all’interno dei dipartimenti Risorse Umane o Servizi Generali.

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Nel 14% dei casi riporta al direttore acquisti, mentre in un caso su 10, riporta invece direttamente alla figura apicale dell’azienda (CEO, Amministratore Delegato, General Manager).

“Colpisce positivamente che l’83% delle direzioni HR sia direttamente coinvolto. È un segnale inequivocabile di come la mobilità sia ormai riconosciuta come politica di valorizzazione e di motivazione”, commenta il presidente dell’Associazione Italiana Travel Mobility Manager.

La mobilità è inserita nel welfare aziendale

In più della metà delle aziende la mobilità integrata è inserita nei programmi di welfare aziendale (o lo sarà nei prossimi 2/3 anni).

Tra le iniziative che nella maggior parte dei casi saranno disponibili per tutti i collaboratori dell’azienda, ci sono il rimborso del trasporto pubblico locale, la definizione di un budget flessibile da spendere sulla mobilità, la messa a disposizione di auto aziendali in condivisione anche per uso privato, i rimborsi chilometrici per gli spostamenti casa-lavoro e il bike sharing.

“Sono primi passi che indicano attenzione al benessere dei lavoratori e aprono la strada a soluzioni più mature: parcheggi riservati al carpooling, auto condivise, budget di mobilità personalizzati. Tutti strumenti che fanno e faranno della mobilità non un costo, ma un beneficio condiviso”, conclude Gallino.

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