L’automobile resta centrale nella vita degli italiani, ma mantenerla o acquistarla è sempre più difficile. Il carovita non sta cancellando il bisogno di mobilità privata, lo sta rendendo più selettivo. Si viaggia meno quando non è necessario, si rimanda il cambio dell’auto e, in alcuni casi, si posticipano anche interventi di manutenzione.
Un tema che Fleet Magazine aveva già approfondito alcune settimane fa, in occasione della visita alla factory brumbrum di Reggio Emilia, dove abbiamo osservato da vicino il lavoro che precede la vendita online di un’auto usata: controlli tecnici, verifiche meccaniche, interventi di carrozzeria, fotografie dei difetti e preparazione alla consegna. Un passaggio che oggi torna centrale alla luce dei nuovi dati sulla mobilità, perché il punto non è più soltanto acquistare un’auto usata, ma poter accedere a un veicolo controllato, trasparente e sostenibile dal punto di vista economico.
È quanto emerge dalla ricerca “The Expectations of Europeans regarding mobility”, realizzata da OpinionWay per Aramis Group, di cui brumbrum è il brand italiano.
L’indagine è stata condotta tra il 14 e il 23 aprile 2026 su 7.036 automobilisti in sette Paesi europei: Francia, Regno Unito, Italia, Belgio, Germania, Austria e Spagna. In Italia sono stati coinvolti 1.000 automobilisti, selezionati con metodologia a quote.
L’auto costa di più, ma resta necessaria
In Italia la percezione dell’aumento dei costi è quasi unanime: il 98% degli automobilisti dichiara di avvertire un incremento delle spese legate agli spostamenti, contro il 95% della media europea. L’82% considera ormai l’auto un lusso, una delle percentuali più alte del campione.
Il punto, però, è che l’auto non viene percepita come un bene facilmente sostituibile. Il 91% degli italiani afferma che senza una vettura non sarebbe in grado di spostarsi come vorrebbe. Il risultato è una mobilità sempre più condizionata dal prezzo, ma non meno necessaria.
“Gli italiani non hanno smesso di volere un’auto. Il mercato dell’auto è sicuramente sotto pressione, ma è soprattutto il consumatore a esserlo”, ha spiegato Paolo Di Napoli, CEO di brumbrum, commentando i risultati della ricerca.

Questa pressione economica si riflette già nelle abitudini quotidiane. Il 68% degli italiani ha ridotto gli spostamenti non essenziali, mentre il 43% ha deciso di non cambiare auto. Il dato più delicato riguarda la manutenzione: il 32% dichiara di aver rinviato interventi o riparazioni non urgenti. Una scelta comprensibile sul piano economico, ma significativa perché tocca anche il tema della sicurezza.
Anche il budget per l’acquisto di una nuova vettura appare limitato. Gli automobilisti italiani dichiarano di poter destinare in media 272 euro al mese al finanziamento di una nuova auto. Solo il 20% sarebbe disposto a superare i 300 euro mensili, mentre il 58% non andrebbe oltre i 200 euro al mese.
La transizione energetica deve fare i conti con il portafoglio
La ricerca mostra un’Italia interessata alla mobilità più sostenibile, ma ancora prudente davanti alla piena elettrificazione. Il 50% degli intervistati sceglierebbe oggi un’auto ibrida, mentre solo il 16% opterebbe per una vettura completamente elettrica.
Non si tratta necessariamente di una chiusura verso la transizione. Il dato sembra indicare piuttosto una richiesta di gradualità. Il 60% degli italiani considera positiva l’ipotesi di rimandare lo stop alla vendita di nuove auto con motore termico dal 2035. La direzione è accettata, ma tempi e costi restano decisivi.
Lo conferma anche il tema carburanti. Il 96% degli italiani si dichiara favorevole all’introduzione di un price cap per contenere gli aumenti. È un segnale chiaro: in una fase di forte instabilità dei prezzi, la mobilità viene vissuta sempre più come un diritto da proteggere, non come una semplice voce di consumo.
Perché l’usato ricondizionato diventa più centrale
In questo contesto l’usato non è più soltanto un’alternativa economica al nuovo. Diventa uno strumento per continuare ad accedere all’auto senza sostenere costi diventati troppo alti per una parte crescente della popolazione. In Italia, secondo i dati citati da brumbrum, il mercato dell’usato ha un volume 2,1 volte superiore rispetto al nuovo.
La domanda, però, non riguarda solo il prezzo. Chi acquista un’auto usata cerca risparmio, ma anche garanzie, trasparenza e standard di sicurezza. È qui che si inserisce il modello dell’usato ricondizionato, che punta a ridurre le incertezze tipiche dell’acquisto di una vettura di seconda mano.
Secondo Di Napoli, proprio il ricondizionato può rispondere a una parte di questa domanda: “La scelta del ricondizionato permette di non dover rinunciare alla qualità, ma a un prezzo molto più accessibile”.
brumbrum, brand italiano di Aramis Group, adotta un modello industriale: ogni veicolo viene acquistato, ricondizionato e certificato all’interno di una factory produttiva proprietaria, con un processo standardizzato e oltre 300 punti di ispezione certificati su ogni vettura. Lo scopo è rendere più accessibile un’auto usata di qualità, facendo leva su tecnologia, controllo dei processi e scala industriale.
La fiducia resta comunque un passaggio fondamentale. Il 62% degli italiani considera molto importante poter ispezionare di persona un’auto usata ricondizionata prima dell’acquisto. Per questo brumbrum affianca alla piattaforma digitale showroom fisici a Cinisello Balsamo, nell’area di Milano, e a Reggio Emilia, con nuove aperture già previste.
Anche il percorso di acquisto, in questo senso, prova ad adattarsi a esigenze diverse. “Il cliente può decidere di interagire con noi attraverso il canale fisico tradizionale, tramite i nostri punti vendita, oppure tramite un’esperienza al 100% digitale”, ha aggiunto Di Napoli. Il modello, quindi, non impone un solo percorso: chi compra può scegliere se gestire l’intero processo online o se vedere l’auto dal vivo, parlare con un consulente, ritirare il veicolo e lasciare la propria vettura in permuta.
“La ricerca conferma quello che vediamo ogni giorno nel nostro business: gli italiani non hanno smesso di volere l’auto — hanno smesso di potersela permettere ai prezzi del mercato tradizionale. Il dato sul rinvio della manutenzione è il più preoccupante: quando si risparmia su aspetti legati alla sicurezza, la pressione economica è diventata strutturale. Il nostro modello nasce esattamente per questo: grazie a un processo di ricondizionamento industriale, alla tecnologia e alla scala, siamo in grado di offrire un’auto certificata in oltre 300 punti, garantita, a prezzi che nessun concessionario tradizionale può replicare. Non vendiamo un’auto usata — vendiamo l’accesso alla mobilità di qualità a chi non vuole rinunciarci.” dichiara Paolo Di Napoli, CEO di brumbrum.
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