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A Londra le auto elettriche iniziano a pagare le tasse: ecco perché interessa anche a te

A Londra le auto elettriche iniziano a pagare le tasse: ecco perché interessa anche a te
Davvero ci interessa se a Londra le EV pagheranno 13 sterline per accedere alla Ztl? Sì, perché ci mostra cosa potrebbe accadere anche nelle nostre città da qui a pochi anni (o mesi?) con l'aumento delle auto alla spina. E le ricadute di queste politiche sulle flotte aziendali.

IN QUESTO ARTICOLO

Transport for London, ovvero l’azienda di trasporti della capitale inglese responsabile anche della gestione delle tante zone a traffico limitato della città, ha confermato un cambio di passo significativo nella gestione della Congestion Charge (la tassa di ingresso che ogni vettura deve pagare per accedere alla Ztl più grande del centro): non solo dal 2 gennaio 2026 la tariffa giornaliera salirà del 20%, passando da 15 a 18 sterline, ma per la prima volta anche i veicoli elettrici saranno chiamati a contribuire.

Leggi Anche: Come funzionano (e dove si trovano) le ZTL in Italia.

Perché ora le EV pagano la ZTL

L’ente che gestisce la mobilità londinese parla di un “equilibrio necessario” per preservare l’efficacia dello strumento contro traffico e congestione, in un contesto in cui la presenza di EV è cresciuta rapidamente e rischia di vanificare l’impatto regolatorio della misura.

Fino ad oggi infatti le auto elettriche pure hanno beneficiato del “cleaner vehicle discount” del 100%, e TfL vuole ancora mantenere un incentivo alla transizione elettrica senza però trasformare la crescente flotta a zero emissioni in un fattore esogeno di congestione.

E come faranno le auto elettriche ad accedere? Dovranno essere registrate ad Auto Pay e godranno di una riduzione del 25%, mentre furgoni, HGV e quadricicli elettrici potranno beneficiare di uno sconto del 50%. Ulteriori tagli scatteranno nel 2030, quando il beneficio scenderà rispettivamente al 12,5% e al 25%.

Parallelamente, cambia anche il regime per i residenti: chi già usufruisce della riduzione del 90% potrà mantenerla, ma dal marzo 2027 sarà riservata soltanto a chi possiede un veicolo elettrico, con eccezioni limitate ai residenti a basso reddito e con disabilità fino al 2030.

Che impatto hanno queste politiche sulle flotte?

Le ricadute sulle flotte aziendali sono al centro del dibattito. Le associazioni che riuniscono trasporto in share, noleggiatori e logistica temono un effetto boomerang: per il car sharing, nonostante l’introduzione di una nuova esenzione totale per i veicoli elettrici, la misura riguarda un numero molto ridotto di mezzi e rischia di aumentare i costi operativi, con ripercussioni dirette sugli utenti e sulla diffusione dei servizi condivisi. La preoccupazione è che equiparare car sharing e proprietà privata comprometta un modello che riduce il numero di auto in circolazione e stimola l’uso di mezzi alternativi.

Ancora più evidente è l’impatto sul settore della logistica urbana, che denuncia un segnale incoerente rispetto agli obiettivi ambientali: Solo il 2,1% dei veicoli commerciali attivi nell’area centrale è elettrico e, secondo la Sustainable Urban Freight Association, imporre loro un pedaggio rischia di frenare, se non invertire, gli investimenti in flotte zero emissioni, già oggi ostacolati da costi elevati, difficoltà di accesso alla rete elettrica e limiti normativi sul peso dei mezzi.

Europcar, tra gli operatori più critici, parla apertamente di “messaggi contraddittori”: si chiede alle imprese di investire nell’elettrico mentre si riducono gli incentivi necessari a sostenere una transizione ancora fragile.

Il sindaco Sadiq Khan ribadisce che mantenere efficiente la Congestion Charge è indispensabile per la vitalità economica della capitale e che la riforma continua a offrire “incentivi sostanziali” alla mobilità elettrica. Resta però aperto il confronto con le imprese, i gestori di flotte e gli operatori della mobilità condivisa, che vedono nel nuovo impianto non soltanto un cambiamento tariffario, ma un test cruciale per il futuro della transizione elettrica a Londra.

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