Dopo il timido segnale di ripresa di agosto, il mercato italiano dei veicoli commerciali leggeri torna negativo. A settembre 2026 sono stati targati 15.175 mezzi, 1.226 in meno rispetto allo stesso mese del 2025, con una flessione del 7,5%.
Agosto, con il suo +4,5%, resta dunque l’unica parentesi positiva in un anno che ha mostrato segni meno per tutto il resto del tempo. Il quadro cumulato lo conferma: da gennaio a settembre le immatricolazioni si fermano a circa 126.000 unità, quasi 8.000 in meno rispetto ai primi nove mesi del 2025, pari a un calo del 5,8%.
Mercato veicoli commerciali: i dati di immatricolazione a settembre 2026
A pesare sul risultato di settembre è soprattutto il noleggio a lungo termine, che registra un arretramento del 29,5%. Le vendite dirette alle società, al contrario, chiudono in leggero attivo (+2,3%) e restano il canale più importante del mercato, anche se il distacco dal noleggio a lungo termine in termini di quota è di appena quattro punti percentuali.
Il noleggio a breve termine si comporta piuttosto bene, ma conserva un peso inferiore al 5%. Per quanto riguarda i privati – ditte, artigiani e professionisti – il calo è contenuto e poco significativo nei volumi. A tentare di limitare il passivo sono state le auto-immatricolazioni, più che raddoppiate rispetto a un anno fa (+106,65%) con 1.740 mezzi targati, mentre gli altri canali hanno marciato su ritmi analoghi a quelli del 2025.
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Sul fronte delle alimentazioni il diesel continua a dominare, pur indebolendosi: a settembre le immatricolazioni a gasolio scendono dell’11,1% ma la loro quota resta vicina all’80%. Non decolla l’elettrico, nonostante gli ecobonus varati da poco: i veicoli a batteria perdono il 12,4%, con appena 832 unità targate contro le 950 del settembre 2025. La quota si attesta al 5,5% nel mese e a un modesto 4% nel cumulato annuo.
Volumi ridotti anche per le motorizzazioni ibride, full e plug-in, che insieme superano di poco il 5% del mercato. Cresce invece la benzina (+22,2%), che parte però da una base bassa e arriva soltanto all’8,8% del totale.
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