Municipio 1 (che comprende il centro storico meneghino) e Municipio 3 (Loreto, Lambrate, Casoretto, Città Studi) propongono la “pedonalizzazione di corso Venezia per creare un’isola pedonale la cui ampiezza sia un primato in Europa”. Una proposta che piace alla giunta e dall’assessorato alla Mobilità, che ha l’obiettivo di ridurre la presenza di auto a Milano.

LA MAXI ISOLA PEDONALE DI MILANO
Nel quadro della revisione del Piano generale del traffico urbano, la proposta della maxi isola pedonale infiamma gli animi fra favorevoli e contrari. L’obiettivo è creare una grande isola pedonale, che, lunga circa sei chilometri, da piazza Castello a piazzale Loreto, diventerebbe una delle più estese in Europa.
Puntare a una riduzione delle auto nell’area è già stato fatto, con l’ampia pista ciclabile di viale Monza, che collega il centro di Milano al comune di Sesto San Giovanni, anche questa oggetto di polemiche (sulla sicurezza e sulle difficoltà del traffico).

I PROBLEMI E LE POLEMICHE
L’idea di una maxi isola pedonale è ambiziosa, ma crea una serie di problemi:
- Aumento esponenziale del traffico nelle vie limitrofe
- Impossibilità di carico e scarico delle attività commerciali, rifornimento dei pubblici esercizi
- Difficoltà nella realizzazione di eventi come Settimana della moda o Salone del mobile
- Rischio di creare di un “ghetto dorato” per residenti facoltosi, isolato dalle periferie

I commercianti di Confcommercio e il centrodestra si oppongono, mentre il fronte ambientalista e il centrosinistra appoggiano la pedonalizzazione. Nelle prossime settimane i Municipi allegheranno la richiesta alla revisione del Piano generale del traffico urbano, avviata dall’assessorato alla Mobilità del Comune.
Municipio 1, Mattia Abdu (PD)
Il presidente del Municipio 1, Mattia Abdu Ismahil ha evidenziato come sia prioritaria la riduzione del traffico nella zone di competenza. Una riqualificazione e pedonalizzazione che – spiega Abdu – “dovrà avvenire in modo soft perché non si può imporre un simile cambiamento dall’oggi al domani“.

Dalla fase progettuale alla chiusura totale di Corso Venezia passerà qualche tempo e avverrà per gradi. L’idea di Mattia Abdu è quella di procedere subito con la rimozione degli stalli a favore di marciapiedi più larghi e con iniziative ed eventi nel fine settimana per far diventare Corse Venezia un’area pedonale.
Il presidente del Municipio 1 promuove anche lo sviluppo e utilizzo dei mezzi pubblici – già presenti ed efficienti – considerando il “traffico privato senza senso” capace, invece, di trasformare le arterie di Corso Venezia e Corso Buenos Aires come autostrade urbane invivibili. Il tutto senza dimenticare il dialogo con le attività commerciali.
Municipio 3, Caterina Antola (PD)
Da parte del Municipio 3 viene promossa la sperimentazione della pedonalizzazione durante i weekend di Corso Buenos Aires. Il presidente Caterina Antola vuole favorire la ciclabilità e la pedonalità della zona di competenza, con l’espansione dell’area pedonale anche in tutte le vie limitrofe dove sono presenti le scuole.

Per osteggiare l’uso di auto private e non farle diventare il mezzo di trasporto primario, Antola propone di estendere il pagamento della sosta sugli stalli blu fino alle 19 (oggi l’obbligo è previsto fino alle 13).
Area pedonale Milano, la paura di Confcommercio
La Confcommercio di Milano si dice preoccupata per l’idea della nuova area pedonale di Milano. Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano affida ai social il proprio pensiero: “Creare la più grande area pedonale d’Europa è certamente un’idea ambiziosa, renderla operativa può trasformarla in un rischio per l’attrattività di Milano. Usciamo dalle ideologie e dai proclami elettorali, sediamoci attorno a un tavolo, discutiamo con chi anima la zona e troviamo soluzioni utili a tutti“.

Il segretario di Confcommercio Milano lamenta il fatto che questa sia una proposta né discussa né condivisa con chi opera, vive e lavora in quelle aree e che stravolgerebbe completamente gli equilibri delle numerose attività commerciali.
L’assessore Riccardo De Corato (FdI) dice no
Si dice contrario allo stop auto anche Riccardo De Corato, assessore regionale alla Sicurezza di FdI definendo il progetto della nuova area pedonale come «il De Profundis per le attività commerciali di tutta la zona. Produrrebbe, inoltre, un traffico insostenibile nelle vie limitrofe».
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