Nella serata di domenica 19 maggio, tra le ore 18:00 e l’una di notte, oltre due mila persone hanno percorso a piedi o in bicicletta tutte le 3.873 vie della città di Milano per contare le automobili parcheggiate in sosta irregolare. Il risultato è sorprendente: le macchine “fuori regola” occupano una superficie pari a 77 campi da calcio o, per restare in ambito meneghino, 32 volte Piazza Duomo.
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Le auto in sosta irregolare a Milano
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Ad organizzare la mappatura, che ha preso il nome di Via Libera, è stata l’organizzazione Sai che puoi?, composta da cittadini volontari che, dal 2021, si batte per “una città più giusta e collaborativa”. I due mila volontari che hanno preso parte all’iniziativa hanno percorso in circa 7 ore 1.710 km di strada, riportando i seguenti dati.
63.900 sono state le auto in sosta irregolare, di cui:
- 778 in carreggiata (in doppia fila o in tratti non permessi alla sosta)
- 673 sui marciapiedi
- 539 su aree verdi
Si tratta, nel complesso, di 547.114 mq di spazio pubblico sottratto alla comunità. Senza considerare i danni arrecati a chi si muove per la città in carrozzina. Se i vigili avessero multato tutte le auto contate, considerata una sanzione media di 84€, ne avrebbe ricavato in una sola sera 5.371.160€ (molto più del già cospicuo bottino guadagnato da Milano in un anno).
Perché a Milano è tollerato il parcheggio coatto?

Il comune avrebbe guadagnato oltre 5 milioni di euro – e consideriamo una domenica notte, non di certo uno degli orari o dei giorni di punta – eppure le multe non vengono fatte e le auto, in particolare quelle sui marciapiedi, vengono tollerate tanto dalle autorità quanto dagli stessi cittadini. È un fenomeno tutto milanese.
Anni fa, a causa del problema della mancanza di parcheggi che per molto tempo ha interessato il capoluogo lombardo (che nel frattempo punta a diventare una città carfree), fu il Comune stesso a offrire la possibilità di parcheggiare a lisca di pesce sui tratti di marciapiede più ampi. Ma i tempi sono cambiati e la cosa non è più tollerabile. Perché si continua? Perché il Comune non ha il coraggio di agire a riguardo, temendo probabilmente un’ondata incontenibile di malcontento – che già aleggia dall’istituzione dell’Area B. E, ancora, per abitudine, sciatteria e pigrizia degli abitanti.
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