Una serie di provvedimenti che il Governo potrebbe introdurre come parte della riforma del settore dei taxi in Italia prevede obblighi molto penalizzanti per il settore del Noleggio con conducente, Uber compreso.
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Un modo, probabilmente, per fare “digerire” ai tassisti l’aumento delle licenze dei taxi, ormai non più rinviabile, penalizzando la concorrenza.
La riforma contro la liberalizzazione della mobilità urbana
In particolare, gli autisti avrebbero l’obbligo di fare passare almeno un’ora tra un cliente e l’altro.
Inoltre, non potendo sostare su suolo pubblico, a ogni fine servizio l’auto NCC dovrebbe rientrare in rimessa: che la Corte Costituzionale aveva bocciato nel 2020, reputandola un’inutile perdita di tempo.
Il Governo punterebbe poi a introdurre il divieto di utilizzare qualsiasi forma di intermediazione, comprese quelle di cooperative e consorzi, per la stipula di contratti di trasporto connessi a uno o più servizi NCC.
Non solo: se le bozze del decreto non venissero modificate, costringerebbero Uber a ridurre la trasparenza dei prezzi dei servizi sulla sua app, senza anticipare il costo della corsa a conducenti e consumatori.
Tra le bozze dei decreti ricevute dal MIT, desta preoccupazione anche quello relativo al Foglio di Servizio Elettronico, un aggravio burocratico che impatterà negativamente sull’operatività del servizio di NCC con ripercussioni pesantissime sull’erogazione di servizi.

Le misure volute dal ministero guidato da Matteo Salvini vanno in controtendenza con il resto del mondo, dove la mobilità urbana è sempre più liberalizzata. Oltre a ignorare il problema della scarsità del servizio, con code interminabili fuori da aeroporti e stazioni.
La lettera aperta di Uber
Uber ha pubblicato una “lettera aperta” sul Corriere della Sera indirizzata agli italiani e firmata da Lorenzo Pireddu, General Manager di Uber Italia:
“Per leggere questa lettera impiegherete circa 2 minuti, forse tra qualche mese per prendere un Uber in Italia dovrete impiegarne 60.
Il tempo di attesa medio per una corsa Uber in Europa è di 5 minuti, ma secondo una nuova legge che potrebbe entrare in vigore tra qualche mese il tempo obbligatorio di attesa per un utente sarà di 60 minuti.
Perché a Roma o Milano le persone devono aspettare 55 minuti in più per la corsa rispetto a Parigi o Madrid? Gli italiani meritano di più. Meritano di vivere in città meno trafficate e con maggiori, non minori, opzioni di mobilità”.
Federnoleggio Confesercenti: il diritto alla mobilità
Proteste anche da parte di Federnoleggio e le altre sigle di rappresentanza NCC, che denuncia come a pochi mesi dall’inizio del Giubileo e a ridosso della stagione turistica che partirà con la Pasqua:
“Il comparto del Noleggio Con Conducente attende dal Governo Meloni un segnale rassicurante a salvaguardia della sopravvivenza delle aziende e a tutela del lavoro e del futuro di migliaia di lavoratori nel settore.
Il Governo non può rimanere sordo davanti alla crescente domanda dell’utenza che rivendica il diritto alla mobilità e attende da oltre tre decenni un cambio di passo. La mancanza di taxi e il contingentamento delle autorizzazioni NCC vengono percepite dal cittadino e dal turista come un chiaro sintomo di inefficienza amministrativa e di tutela dell’interesse di pochi (taxi) a danno dei molti (cittadini e turisti)”.
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