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Nissan e Dongfeng, prove di produzione europea congiunta

Nissan e Dongfeng, prove di produzione europea congiunta
I due costruttori discuteranno la possibilità di condividere siti produttivi Nissan fuori dalla Cina. I vantaggi per il marchio giapponese e quelli per Dongfeng

IN QUESTO ARTICOLO

Quello di Dongfeng, fino a un anno fa, era uno dei nomi indicati tra i possibili gruppi automobilistici da portare in Italia, per sviluppare la produzione e automotive nel Paese.

Un fronte sul quale non si sono registrate nuove, se non un piano in stand by dallo scorso dicembre, tra conferma dei dazi europei e indicazioni giunte dal governo di Pechino su quali investimenti fare e dove destinarli.

NISSAN POSSIBIL LA MANO A DONGFENG

L’approdo della produzione del costruttore cinese in Europa potrebbe avvenire in collaborazione con Nissan. A dimostrarsi possibilista è stato l’a.d. Nissan, Ivan Espinosa, commentando dalla kermesse Future of the Car, annuale appuntamento organizzato dal Financial Times.

Il costruttore nipponico ha una joint venture con Dongfeng per lo sviluppo e produzione di auto in Cina e sarà un fronte sul quale l’impegno proseguirà e vedrà modelli assemblati in Cina approdare in Europa.

SUNDERLAND UNA DELLE OPZIONI

Altro tema è, invece, la concessione a Dongfeng dell’accesso agli stabilimenti produttivi Nissan fuori dalla Cina. Una prospettiva agevolata dal problema di  sovracapacità produttiva (di Nissan e della quasi totalità di costruttori mainstream) alla quale dare soluzione e la riduzione dei costi fissi che pesano sui bilanci (negativi) di Nissan.

A Sunderland, ad esempio, Nissan ha prodotto 325 mila auto nel 2024 a fronte di una capacità di mezzo milione di veicoli. Accanto alla produzione del Juke arriverà la nuova Leaf nell’impianto inglese ma un accordo con Dongfeng è tra le possibili opzioni, con Espinosa che ha aggiunto: “Potremmo far leva su un lavoro congiunto al di fuori della Cina, invitandoli a entrare nel nostro ecosistema produttivo. Lavoriamo con loro da 20 anni e ogni possibilità è sul tavolo”.

TAGLI E COLLABORAZIONI

Nei prossimi due anni, Nissan attuerà un piano di taglio dei costi e chiuderà 7 dei 17 stabilimenti produttivi dislocati in tutto il mondo. Una rete che spazia dal Giappone agli USA, passando per Messico, Regno Unito, Cina, Taiwan, Thailandia, Sudafrica, Brasile, India, Egitto, Argentina.

Sunderland, dove il costruttore beneficia di investimenti del governo inglese, essenziali per la competitività delle operazioni, non è tra i siti destinati a chiudere. Per Dongfeng, accedere a una produzione localizzata consentirebbe, ad esempio, di superare la zavorra dei dazi sulle elettriche e di farlo senza dover sostenere i costi di un’acquisizione e conversione di stabilimenti europei di proprietà di altri costruttori. 

Oltre a prospettare la collaborazione Nissan-Dongfeng per una produzione congiunta fuori dalla Cina, Espinosa ha evidenziato i vantaggi competitivi dello sviluppo e produzione localizzati nel Paese del Dragone: “Continueremo a investire nei prodotti in Cina perché la tecnologia, la rapidità di sviluppo e la competitività di quel mercato sono molto buoni. Impiegheremo quei prodotti anche al di fuori della Cina”

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