Dolphin Surf era il modello più atteso sul mercato italiano, perché inserito in un segmento tradizionalmente gettonato tra gli automobilisti. Un’attesa da contestualizzare intorno alla domanda relativa che esiste sulle auto elettriche.
Byd ha svelato un progetto agli antipodi collocato agli antipodi, o quasi, rispetto alla gamma di segmento D con la quale ha esordito in Europa, cruciale per il mondo business e ancor di più con l’affiancamento all’elettrico delle soluzioni ibride plug-in DM-i, su Byd Seal U e Byd Sealion 7. Novità di prodotto arrivate tutte negli ultimi 12 mesi, senza dimenticare le Byd Atto 2 e Atto 3, la grande berlina elettrica Seal. Ecco, il time-to-market dei costruttori cinesi – inarrivato dalle case europee – consente di tradurre in 18 mesi la presenza del concept a un Salone dell’auto in approdo nelle concessionarie.
BYD, NOVITÀ DI PRODOTTO E NUMERI
In numeri, a leggere i dati sulle immatricolazioni in Italia a maggio, Byd ha registrato 1.945 unità contro le 52 di un anno fa. Visione che, allargata ai primi 5 mesi del 2025, dice di 7.597 auto immatricolate (erano 267 dopo 5 mesi del 2024) e una quota di mercato pari all’1,04%. Per contestualizzare i volumi, le 7.597 unità immatricolate da Byd sono superiori alle 6.412 di Mini, alle 4.775 Tesla, alle 4.661 realizzate da Lancia.
Leggi dell’ingresso di Byd in Unrae
Il 2025 riserverà ancora altre novità di prodotto, al di là del lancio di altri brand della galassia Byd, come Denza. A dare appuntamento dopo l’estate è Alfredo Altavilla, che ad Autocar ha rivelato come “ci sarà un’altra presentazione importante e, altre ancora, a fine anno. Tutto ciò fa parte, fondamentalmente, della costruzione dell’immagine di un brand nel quale la tecnologia non si ferma mai e rende possibile la disponibilità di una gamma di nuovi modelli in Europa in pochissimo tempo”.
L’IMPORTANZA DELLA PRODUZIONE EUROPEA
La Dolphin Surf è stata oggetto di adattamenti specifici ai mercati europei e, da fine anno, in Ungheria partirà la produzione di alcuni dei modelli destinati ai mercati continentali. Una presenza fondamentale per accelerare il percorso di “personalizzazione” di modelli cinesi sulle esigenze dei clienti europei. Poi, nel marzo 2026, sarà la volta dell’avvio delle operazioni in Turchia, altro polo produttivo per sostenere la domanda locale e scavalcare i dazi sulle elettriche fissati a Bruxelles.
Altavilla, nelle parole riportate da Autocar, sottolinea come l’espansione dell’offerta proseguirà il prossimo anno e “nel 2026 sempre più modelli della gamma Byd saranno specifici per la regione europea. È un grande passo in avanti rispetto ad altri costruttori asiatici.
I vertici Byd hanno visto chiaramente che se vuoi giocare tra i grandi in Europa devi avere una gamma di modelli dedicati ed è quello che avremo”. Sottolineando come il marchio, tra produzione localizzata dei modelli più importanti e contenuti tecnologici, abbia “tutto il necessario per essere uno dei protagonisti”.
Tra i modelli già disponibili in Cina e destinati ad arrivare anche in Europa, uno dei prossimi lanci potrebbe interessare la gamma Seal 06, anzitutto la segmento C 06 GT, per espandere in futuro l’offerta con il modello di segmento D, la Seal 06 Wagon ibrida plug-in.
***
CONTINUA A LEGGERE SU FLEETMAGAZINE.COM
Per rimanere sempre aggiornato seguici sul canale Telegram ufficiale e Google News.
Iscriviti alla nostra Newsletter per non perderti le ultime novità di Fleet Magazine.
