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Obiettivo ESG per Arval Italia. Tra certificazioni e rating di sostenibilità

Obiettivo ESG per Arval Italia. Tra certificazioni e rating di sostenibilità
Il noleggiatore del gruppo BNP Paribas ha pubblicato un report ESG a livello nazionale, che si aggiunge a quello della holding

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Un quartier generale a Scandicci (Fi) che ha ridotto il suo impatto ambientale grazie all’installazione di 931,6 metri quadrati di pannelli fotovoltaici che producono 185.000 kWh di energia all’anno e una nuova sede ad Assago (Mi) certificata LEED Gold.

Arval Italia ha agito sulle sue sedi per ridurre il suo impatto ambientale. Ma non si è fermata qui e, da tempo, ha intrapreso un percorso virtuoso anche nei piccoli comportamenti quotidiani che ha portato a pubblicare, un report ESG a livello nazionale, che si aggiunge a quello di Gruppo. Un unicum sul mercato italiano.

Ne abbiamo parlato con Valeria Evangelista, Chief Sustainability Officer di Arval Italia (nella foto sotto). La quale, se all’inizio della sua attività andava spesso a bussare alle porte delle varie Unit della società, ora, ci dice “la situazione è cambiata”. Anche per creare nuovi prodotti e servizi con l’impronta green.

Valeria Evangelista, Chief Sustainability Officer di Arval Italia

Questo report “riepiloga le iniziative e le azioni di tipo ambientale e sociale che Arval Italia integra all’interno del proprio business. In un unico documento, si sono riassunte tutte le attività realizzate nell’ambito dei 4 pilastri della Strategia di Sostenibilità di Arval, ovvero Economy, People, Community, Environment, introducendo una serie di KPI utili a tracciare i progressi compiuti, grazie anche a un percorso di certificazione iniziato con quella sulla qualità ISO 9001:2015 nell’ormai lontano 2001” spiega Evangelista.

Una certificazione servita a una miglior “gestione dei processi per la qualità” aggiunge la manager. Che sottolinea come queste certificazioni non vengono perseguite tanto per “sventolarle come un vessillo, bensì sono l’esito di un percorso migliorativo che coinvolge tutti in azienda”.

La nuova sede di Assago

Come ad esempio la Certificazione ambientale Iso 14001, ottenuta nel 2015, grazie alla quale “non abbiamo agito solo sulle sedi ma, anche, sulle azioni che facciamo giornalmente, agendo anche sui clienti e sui fornitori. Stando molto attenti a testare internamente ciò che poi chiediamo all’esterno” commenta Evangelista.

Fornitori tra cui certamente spiccano le officine della Rete manutentiva del noleggiatore: “Abbiamo definito un percorso ad hoc insieme a Rina creando un disciplinare ex-novo. Con il quale, ad esempio, auspichiamo un maggior ricorso allo Smart Repair con un minor utilizzo di pezzi nuovi”. Un percorso al quale “hanno aderito in molti: oltre il 90% degli Arval Premium Center e circa il 50% degli Arval Center. E per chi non si pone al livello ha un percorso di accompagnamento e di miglioramento”.

Ma come già sottolineato da Evangelista, Arval Italia non si è fermata solo ad Ambiente e Qualità, e snocciola le altre certificazioni di cui si può fregiare: “Dal 2012 al 2020 avevamo la certificazione OHSAS 18001, in tema di sicurezza sul lavoro, ma dal 2020 abbiamo la ISO 45001:2018. Dal 2017 invece siamo certificati anche sulla sicurezza stradale, la ISO 39001:2012, e da quest’anno anche sulla prevenzione della corruzione, la ISO 37001:2016”. Importante aggiungere che nel 2023 Arval è passata da un rating di sostenibilità, di EcoVadis, a ben tre, con, in aggiunta quelli di OpenES e Synesgy: “Rating che, anche questi, non sono solo di facciata. Anche perché, ormai, per partecipare ad alcune gare di molte multinazionali è richiesta questa documentazione” evidenzia Evangelista.

Una sala riunioni della nuova sede di Arval ad Assago

Dalle piccole cose, si diceva, “dal recupero e al riutilizzo di acque piovane all’eliminazione dei cestini, con il riciclo completo dei rifiuti nelle aree comuni” racconta la manager, a iniziative più importanti, “dai sistemi di illuminazione automatizzati a led, al condizionamento e riscaldamento ad alta efficienza e automatici, alle infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici nelle nostre sedi di Scandicci e Assago, all’attivazione del servizio di Corporate Car Sharing in tutte le sedi italiane (oltre ad Assago e Scandicci anche Roma e Verona, ndr), eminentemente elettrico e elettrificato, e il Car pooling di JoJob”, chiosa Evangelista.

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