La posizione corretta da tenere alla guida è a schiena diritta (solo moderatamente inclinata), con le spalle bene appoggiate allo schienale, le mani sul volante nella posizione delle ore 9 e 15 che creano un angolo del gomito di circa 90°.
Le mani devono essere quasi all’altezza delle spalle. Le gambe devono essere posizionate in modo di riuscire a schiacciare fino in fondo i pedali senza allungare la gamba completamente, né essere compressi nella seduta.
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Questa posizione, da adattare a seconda delle misure antropometriche di ciascuno, coniuga due priorità:
- l’efficienza alla guida, i pedali e il volante devono essere facili da manovrare, bisogna avere la visuale migliore
- la salute del drive, consente di ridurre l’affaticamento, non farsi venire mal di schiena o contratture muscolari
COME TROVARE LA POSIZIONE DI GUIDA CORRETTA
La posizione di guida si costruisce su tre elementi:
- sedile
- volante
- pedaliera
I primi due sono regolabili, mentre i pedali sono incernierati rigidamente e, pertanto, non è possibile intervenire sulla loro posizione. Quindi, si deve regolare la posizione di guida partendo da qui.
La posizione del sedile rispetto alla pedaliera
La prima cosa da fare è sistemare le gambe, ponendo il sedile alla distanza giusta dalla pedaliera.
Ciò significa, in caso di auto con cambio manuale, riuscire a schiacciare fino in fondo il pedale della frizione senza estendere la gamba completamente, né comprimere la seduta con la coscia. Con un’auto con il cambio automatico bisogna invece poter schiacciare il pedale del freno con tutta forza, anche qui senza dover stendere tutta la gamba.

È fondamentale, in altre parole, adattare la posizione del sedile alle misure antropometriche del driver, effettuando le regolazioni necessarie per assumere e mantenere durante il viaggio una corretta posizione di guida.
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Infatti, se la posizione non è ottimale, per non essere sballottato o per opporre resistenza alla forza centrifuga che si genera in curva, il conducente finisce per aggrapparsi al volante. In questa situazione gli riuscirà difficile ruotare lo sterzo con la dovuta precisione.
Lo schienale del sedile
Si passa, poi, alla regolazione dello schienale, che deve essere moderatamente inclinato (quasi perpendicolare), in modo che, impugnando la corona del volante nella parte superiore, la spalla rimanga stabilmente appoggiata allo schienale.
Con uno schienale troppo inclinato, costringiamo infatti la spina ad una lordosi, disegnando una curva, e quindi anche i menischi risultato compressi.
L’altezza del sedile
L’altezza del sedile merita un riscorso a parte, perché condiziona la visuale del guidatore, che è delimitata dal cielo della vettura e dalla linea dell’orizzonte corrispondente alla parte superiore della plancia. Una posizione troppo alta del sedile induce a indirizzare lo sguardo troppo vicino al cofano, escludendo così la visione “lontana” della strada.
Al contrario, un sedile basso, innalzando la linea dell’orizzonte rispetto al cruscotto, induce a guardare lontano e a percepire per tempo situazioni di potenziale pericolo.
Regolando il sedile, va ricordato che tra la coscia e il volante ci deve essere sempre una distanza di circa 10 centimetri. Una volta trovata la posizione corretta del sedile, occorre regolare lo specchietto retrovisore interno e i due specchietti esterni, cercando di ridurre al minimo gli angoli morti di visuale.
Il volante
Ormai tutte le auto di ultima generazione consentono di regolare il volante in altezza e profondità: quando le mani lo afferrano nella posizione delle ore 9 e 15 (che è quella corretta), deve crearsi un angolo del gomito di circa 90°. Le mani devono essere quasi all’altezza delle spalle.

Se il volante, invece, non è regolabile in altezza, si deve raggiungere la posizione corretta regolando la seduta e raggiungendo un compromesso tra la posizione delle gambe e quella delle braccia.
La posizione delle mani
Le mani devono sempre afferrare saldamente il volante. L’impugnatura è impostata sulla posizione delle ore 9 e 15. Mani e braccia non devono irrigidirsi, ma rimanere morbide e reattive. Occorre sempre evitare di aggrapparsi al volante.
L’esperienza conferma che la posizione delle ore 9 e 15 garantisce la massima sensibilità e precisione di manovra e consente di percorrere quasi tutte le curve senza staccare mai le mani dal volante.
Se la curva richiede un angolo di sterzo maggiore, ecco la regola base da seguire: la mano interna (per esempio la destra in una curva a destra) afferra il volante nel punto più alto della corona e lo tira, mentre quella sinistra lo lascia scorrere, fino a trovarsi diametralmente opposta alla destra. A questo punto, entrambe continuano il movimento di rotazione, ben strette al volante. In uscita dalla curva conviene lasciarlo scorrere gradualmente fino al completo riallineamento, senza abbandonarlo.
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