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Primo Contatto Mazda CX-60 2025: ora è molto più precisa e piacevole da guidare

La Mazda CX-60 2025 presenta un assetto migliorato, e ora offre una guida più piacevole, più precisa e ancora più sicura.

IN QUESTO ARTICOLO

Tempo di aggiornamento per la Mazda CX-60, che non cambia nulla lato design o interni, ma migliora nell’assetto andando a modificare alcuni aspetti segnalati in questi primi due anni e mezzo dagli utenti.

La vettura, l’ingresso definitivo di Mazda nel segmento premium nonché nelle flotte, mantiene la doppia proposta, con motore plug-in hybrid benzina da 327 CV e 60 km di autonomia in elettrico, e diesel 3.3 6 cilindri da 200 CV (trazione posteriore) o 249 CV (trazione integrale), con sistema mild hybrid 48V che permette consumi bassi per la categoria.

Il prezzo parte da 53.850 €, e arriva a 68.700 € per la versione PHEV Homura Plus della prova, uno dei due nuovi allestimenti insiemea a Takumi Plus. Mazda ha anche pensato a un nuovo canone di noleggio tramite Mazda Rent, di 479 €/mese + IVA per 36 mesi. Vediamo, però, su cosa gli ingegneri di Hiroshima hanno lavorato: la versione provata è di nuovo la plug-in hybrid, che diventa più interessante nel 2025 con le nuove normative sui fringe benefit, che penalizzano il diesel.

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UNO SGUARDO ALLE STRADE EUROPEE

Nonostante la nuova normativa, per chi macina molti chilometri il sei cilindri diesel da 200 CV resta un’ottima scelta, grazie ai consumi contenuti. Il diesel da 249 CV, invece, avendo la trazione integrale, ha consumi leggermente superiori. Entrambi comunque sono diesel efficienti, considerando le dimensioni sia del motore che della macchina.

Il plug-in hybrid, d’altro canto, è una valida alternativa per chi si muove spesso in città e vuole approfittare della mobilità elettrica. Tuttavia, Mazda ha scelto un’impostazione che privilegia sempre la marcia in elettrico fino all’esaurimento della batteria, senza una modalità full hybrid avanzata.

Non c’è ricarica rapida e, quando la batteria si scarica, il motore termico entra in funzione, lasciando il supporto dell’elettrico solo in alcune situazioni, o procedendo in elettrico per pochi km quando la velocità rimane sotto i 50 km/h, quindi in ambiente urbano.

Esiste comunque un tasto dedicato sulla console centrale per preservare la carica della batteria quando necessario.

L’aggiornamento più importante riguarda l’assetto, pensato per adattarsi meglio alle strade europee. La CX-60, infatti, nasce con un’impostazione più orientata ai mercati extraeuropei (e in primis quello americano), ma ora il comfort di guida è stato affinato.

Le principali modifiche includono un nuovo cambio, più reattivo. Uno sterzo aggiornato, ora più preciso e con un migliore ritorno. E soprattutto nuove sospensioni, con schema a bracci oscillante all’anteriore, e multilink al posteriore, dove però si perde la barra stabilizzatrice.

Le sospensioni posteriori hanno ora molle più morbide abbinate ad ammortizzatori più rigidi, un equilibrio che migliora il comfort senza sacrificare la stabilità in curva. Il comportamento dell’auto è passato da neutro-sovrasterzante a leggermente sottosterzante, rendendo la guida più prevedibile e piacevole – soprattutto quando si usa la versione a sola trazione posteriore.

La CX-60 non è una sportiva, ma garantisce comunque un buon piacere di guida, pensato per godersi i lunghi i viaggi per cui è pensata, anche con la variante plug-in.

Inoltre, l’insonorizzazione è stata migliorata, rendendo l’abitacolo più silenzioso e confortevole. In generale, l’auto si presenta anche più sicura e più stabile, in grado di amministrare meglio le sue dimensioni importanti.

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UN NUOVO COLORE

Mazda punta molto sulla qualità percepita, e lo slogan “Crafted in Japan” ne è una testimonianza. La cura nei dettagli emerge nei nuovi allestimenti citati, che vedono materali migliorati all’interno, come una nuova e più morbida pelle o, nel caso di Homura Plus, un nuovo materiale nero opaco sui pannelli porta e sul tunnel centrale.

Nuovo anche il colore Zircon Sand Metallic (vedi foto), mutuato dalla Mazda CX-5 aggiornata e particolarmente azzeccato su di lei, visto che ne amplifica sia l’eleganza che la vocazione avventuriera.

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