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Questa non è una Tesla: tutti i modi per prendere le distanze da Elon Musk

Questa non è una Tesla: tutti i modi per prendere le distanze da Elon Musk
Negli States è gara a chi trova il modo migliore per prendere le distanze da Elon Musk e il suo endorsement a Trump: dagli stickers... agli escrementi di cane.

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Anche in Italia abbiamo avuto il nostro “piccolo” affair Tesla, quando si è scoperto che la parlamentare Elisabetta Piccolotti, moglie di Nicola Fratoianni, guida una vettura del marchio di Elon Musk. Lei – che nell’emiciclo si trova a sinistra, quella stessa sinistra che dopo la svolta politica del magnate sudafricano ha chiesto di boicottarne le società – prontamente ha annunciato che, una volta finito il leasing, lascerà la Tesla Model Y che usa quotidianamente.

Ma se qui avere una Tesla per alcuni è poco più che una barzelletta, negli Stati Uniti sono tantissimi i proprietari di Model Y, S, X, 3 e Cybertruck che, magari non potendosi permettere di cambiare vettura dall’oggi al domani, stanno cercando in tutti i modi di prendere le distanze dalla Casa automobilistica amerciana. Qualche volta con risultati esilaranti.

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I proprietari di Tesla che non vogliono più dire di guidare una Tesla

Gli stickers

Mentre le vendite di Tesla crollano, trascinandosi anche i titoli a Wall Street, il mercato parallelo degli sticker anti-Musk (e anti-Trump) impazzza. Per esprimere il proprio dissenso verso le attività politiche di Musk infatti tanti proprietari delle sue vetture le stanno addobbando di scritte anti-MAGA (Make America Great Again, lo slogan di trump).

Ormai è possibile acquistare su qualsiasi e-commerce, come Amazon, gli adesivi con scritto “I bought this before Elon went crazy”, L’ho comprata prima che Elon impazzisse, o anche “I love Tesla, not Elon”Amo la Tesla, non Elon, per poche decine di euro.

I loghi camuffati

Sempre negli usa Rolling Stone ha pubblicato le immagini di loghi Tesla rimossi dalle vetture, o addirittura sostituiti da quelli di altri marchi: Audi, Subaru o Chevrolet, Toyota. Qualsiasi cosa, ma non tesla, insomma.

E sugli inconfondibili, e già privi di loghi, Tesla Cybertruck? Semplice: qualcuno ha aggiunto il logo della diretta concorrente Rivian sul retro, altri hanno applicato pannelli colorati o modificati sulla carrozzeria.

L’amico Fido

A New York, roccaforte della galassia dem, si sono spinti ancora più in là. Vicino ad alcuni Cybertruck sono apparsi falsi cartelli stradali che invitavano i proprietari di cani a gettare i sacchettini contenenti gli escrementi del proprio animale sul cassone del pick-up Tesla.

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