Il Global status report sulla sicurezza stradale, lanciato dall’OMS, misura le morti annue avvenute per incidenti stradali nel mondo. Si tratta di 1,35 milioni di vittime, perlopiù giovani: gli incidenti stradali sono la principale causa di morte nelle persone di età compresa tra i 5 e i 29 anni.
Le vittime sono in particolare gli utenti deboli della strada (pedoni, ciclisti e motociclisti) e coloro che vivono nei paesi in via di sviluppo. In troppi Paesi al mondo mancano misure di sicurezza da noi considerate ormai scontate: dall’utilizzo obbligatorio del casco ai sistemi di ritenuta per i bambini.
Il dato più immediato che consente di fare confronti sulla sicurezza al volante nei diversi Paesi è l’indice di mortalità su strada per 100mila abitanti.
I PAESI PIÙ PERICOLOSI
Al vertice della triste classifica la Repubblica Dominicana, con un impressionante indice di 67.23 morti sulle strade ogni 100mila abitanti. l’87%, corrisponde a persone di sesso maschile, mentre solo il 13% delle vittime sono donne. Lo studio stabilisce che il 60%, sono i giovani tra i 15 ei 34 anni. Le ragioni? Controlli inesistenti, situazione disastrosa delle strade e del parco auto.

- Repubblica Dominicana 67.23
- Zimbabwe 63.47
- Malawi 57.15
- Liberia 55.89
- Eritrea 54.13
- Uganda 53.60
- Burundi 52.10
- Gambia 51.34
- Sud Sudan 50.94
- Tanzania 49.33
L’Africa è indubbiamente il continente con le strade meno sicure. Le ragioni sono diverse: l’Africa – malgrado alcuni paesi stiano tentando di mettere un argine a questa pratica – è la discarica delle auto europee, vecchie, pericolose, inquinanti. La condizione delle strade è pessima e le leggi per la sicurezza stradale sono carenti e non fatte rispettare. Ad esempio, in Burundi l’esame di guida non è un obbligo di legge e quindi la maggior parte dei conducenti non ne ha uno.
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E i Paesi più sicuri, invece? Il podio è difficile da immaginare…
