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Quando gli aspirapolveri Dyson provarono a diventare auto elettriche

Quando gli aspirapolveri Dyson provarono a diventare auto elettriche
L’innovativo marchio di tecnologia di consumo tentò di lanciarsi nel mercato auto e realizzò un prototipo con autonomia elettrica di quasi mille km, prima di accorgersi che era economicamente insostenibile.

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Era il 9 ottobre 2019 quando Dyson annunciò la rinuncia a produrre auto elettriche per cui aveva creato un paio d’anni prima un team di ricerca di circa 400 persone, messe al lavoro in un campo d’aviazione dismesso del Ministero della Difesa inglese.

UN’AUTO PROGETTATA A PARTIRE DALLA TECNOLOGIA

L’idea era rivoluzionaria: progettare un’auto da zero basandosi sulla tecnologia, sviluppata da una società non automobilistica. Proprio questo rese alla fine il progetto non sostenibile economicamente, come spiega l’inventore britannico James Dyson, uno degli uomini più ricchi del Regno Unito, fondatore dell’azienda Dyson:

“Decidere di interrompere il progetto è stata una scelta molto sofferta, visto che centinaia di ingegneri, scienziati e progettisti avevano riversato tutte le loro energie in questa idea, che era stata una grande conquista ingegneristica. Ma non ho rimpianti per aver iniziato il programma. Abbiamo imparato molto e Dyson ha beneficiato di un enorme afflusso di talenti ingegneristici dall’industria automobilistica, rapidamente ricollocati in altri ambiti delle nostre attività di ricerca e sviluppo”.

Il progetto è costato a sir Dyson 500 milioni di sterline (circa 560 milioni di euro).

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LA DYSON CAR FUNZIONAVA, MA COSTAVA TROPPO

Non era una fantasia o un rendering: la Dyson esisteva veramente e funzionava: un grande crossover da 5 metri di lunghezza, due di larghezza e 1,7 di altezza, con 7 posti a sedere su tre file. Numero in codice: N526.

Grazie al doppio motore elettrico l’autonomia era di 965 km, un risultato eccezionale. La N526 era in grado di arrivare a 536 cavalli di potenza massima, con una coppia di 480 Nm e un’accelerazione da 0 a 100 km/h in 4,8 e una velocità massima di 200 km/h.

L’auto Dyson aveva soluzioni radicalmente diverse, come i sedili eleganti e con supporto lombare, il fondo completamente piatto, le grandi ruote posizionate alle estremità dei quattro angoli, il gruppo batteria ad alta capacità progettato come parte integrante della struttura della carrozzeria, il filtraggio dell’aria per controllare la qualità dell’aria.  Chissà che alcune soluzioni non possano essere recuperate in futuro.

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