Saab è stato un marchio automobilistico storico della Svezia, nato come produttore di aerei (che produce ancora), le cui caratteristiche le ha portate anche nelle automobili, molto apprezzate per le linee sportive e dinamiche, e la guidabilità.
Differentemente dal marchio di Göteborg, quello di Trollhättan ha avuto un destino piuttosto triste, iniziato con l’acquisizione dell’americana General Motors che ha visto un progressivo declino fino alla chiusura definitiva delle catene di montaggio nel 2012 – non senza tentativi di ripresa.
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QUELLA SAAB CHE NON PUÒ PIÙ CHIAMARSI SAAB
Sia Saab che Volvo hanno conosciuto un periodo di crisi nella loro “esperienza americana”, ma dei due il brand di Trollhättan è quello che ha sofferto di più. Quando Ford, nella sua strategia “One Ford”, ha venduto Volvo a Geely, il marchio di Göteborg è letteralmente rinato, e oggi vive un periodo florido come mai prima d’ora – ce lo ha raccontato meglio Fabio Flori, che Volvo la conosce bene.

Quando, invece, General Motors ha venduto Saab, le cose non sono andate così. Nel 2010, mentre Saab lanciava la sua ultima auto – la 9-5, che condivide il pianale con la Opel Insignia – il gruppo di Detroit era in trattativa con Koenigsegg, la celebre casa automobilistica svedese produttrice di hyper car ad alte prestazioni, la quale si tirò indietro per un accordo troppo complicato.
L’anno successivo, le trattative si conclusero con la società olandese Spyker Cars, intenzionata a rilevare il marchio e risolverne tutti i debiti, in modo da far ripartire la produzione, fermata continuamente dal mancato pagamento dei fornitori da parte del marchio.

Tuttavia, alla fine fu un nulla di fatto, in quanto Spyker Cars si trovò impossibilitata a far fronte all’enorme spesa che avrebbe comportato. Inoltre, General Motors non mancò di complicare le cose: essendo ancora proprietaria dei brevetti delle vetture, impediva la fornitura di parte della tecnologia e, quindi, della produzione, venendo fortemente criticata e boicottata per questo.
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L’ACQUISIZIONE DI NEVS
Dopo la chiusura del 2012, l’azienda fu rilevata da una società cinese, Evergrande Group, che nello stesso anno rifondò l’azienda con il nome di NEVS – National Electric Vehicle Sweden.

L’intenzione di riportare in vita il marchio fallì nuovamente: Scania AB (la società svedese produttrice di camion), che detiene i diritti del nome, si è opposta all’utilizzo del marchio Saab sulle nuove automobili, sancendo di fatto la fine della divisione automobilistica dell’azienda, che ora esiste solo come produttrice di aerei.
NEVS può però considerarsi l’erede di Saab: la sua sede è a Trollhättan, proprio nel quartier generale della vecchia Saab, e la sua storia altrettanto travagliata. Diversi sono stati gli annunci di una vettura elettrica, la quale però non si è mai concretizzata.

Solo il 2020 ha visto un vero avvio delle attività, con l’arrivo di NEVS Share – il car sharing della società – in tutta la Svezia, anche se della famosa 9-3 elettrica ancora non si sa niente. Ma, ora, le cose potrebbero nuovamente cambiare, visto che è entrata in gioco Xiaomi.
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NEVS-SAAB È ORA NEL MIRINO DI XIAOMI
Evergrande Group, quindi, nonostante l’acquisizione ha mantenuto per anni ferme le attività della fabbrica di Trollhättan. Tuttavia, un competitor interno, Xiaomi, potrebbe risolvere la situazione. Sappiamo bene come il colosso a noi noto per telefoni ed elettrodomestici sia interessato a entrare nel settore automotive, e NEVS-Saab potrebbe fare al caso suo.

Xiaomi, infatti, pare intenzionata ad acquisire la società sino-svedese, sfruttando le difficoltà economiche dell’Evergrande Group, attualmente in crisi a causa della pandemia e quindi in procinto di vendere alcune delle sue divisioni. Tuttavia, la questione resta da capire: Evergrande non ha solo NEVS – tra l’altro, attualmente in collaborazione sia con Koenigsegg sia con Sono Motors per la guida autonoma – ma anche altri car makers.
Fondamentalmente, per Xiaomi si tratta di capire quale di queste aziende è più adatta all’ingresso nel mercato dei veicoli elettrici. Ecco perché l’ennesimo tentativo di rinascita di Saab potrebbe rivelarsi l’ennesimo nulla di fatto, anche se noi ci auguriamo che, prima o poi, questa storica azienda tornerà a produrre automobili ispirate agli aerei.
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