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Riforma del Codice della Strada, più rischi per il noleggio auto

Riforma del Codice della Strada, più rischi per il noleggio auto
La proposta di riforma del Codice prevede che se il cliente straniero non paga la multa, le amministrazioni possano rivalersi sulle società di noleggio. Contraria Aniasa: “Si crea una zona franca per chi commette infrazioni e non paga”.

IN QUESTO ARTICOLO

Aniasa, l’Associazione che rappresenta in Confindustria i servizi di mobilità, ha presentato delle osservazioni al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nell’ambito della consultazione sulla revisione del Codice della Strada.

La richiesta: eliminare la previsione di obbligo di pagamento della sanzione da parte della società di noleggio in caso di mancato pagamento da parte di un locatario residente all’estero.

Leggi Anche: Codice della Strada, la nuova riforma cambia tutto

Aniasa propone di cancellare la nuova norma e accelerare l’adeguamento dell’Italia alla Direttiva UE 2024/3237 sullo scambio transfrontaliero di informazioni sulle infrazioni in materia di sicurezza stradale e di valutare. L’obiettivo? un sistema ministeriale centralizzato per la gestione e riscossione delle sanzioni, evitando di scaricare le inefficienze amministrative sulle imprese.

Cosa dice la proposta di riforma del Codice della Strada

La proposta di riforma del Codice conferma il principio secondo cui, in caso di violazione commessa con un veicolo a noleggio, è il locatario, cioè chi dispone materialmente e giuridicamente del mezzo, a essere responsabile della sanzione; ma specifica che in caso di mancato pagamento da parte di cliente residente all’estero, le Amministrazioni possono rivalersi sulle società di noleggio.

L’opposizione dei noleggiatori

Secondo Aniasa, il principio che sancisce la responsabilità di chi è alla guida dell’auto deve valere indipendentemente dal Paese di residenza del conducente.

Non si può trasformare una difficoltà amministrativa dello Stato in una responsabilità per l’impresa di noleggio. Se un automobilista residente all’estero commette un’infrazione in Italia, deve essere messo nelle condizioni di pagare la sanzione e deve sapere che quella violazione avrà conseguenze effettive. Spostare sul proprietario del veicolo l’onere del mancato pagamento rischia invece di produrre l’effetto opposto: deresponsabilizzare il trasgressore e indebolire la funzione deterrente delle sanzioni. Si finirebbe per creare una sorta di ‘zona franca’ per chi commette infrazioni e non paga, mentre le imprese di noleggio diventerebbero il soggetto chiamato a farsi carico delle inefficienze del sistema”.
Italo Folonari, Presidente ANIASA 

I numeri delle contravvenzioni

In Italia ogni anno sono circa 3,5 milioni le contravvenzioni elevate nei confronti dei veicoli a noleggio, il 43% delle quali commesse da cittadini non residenti in Italia, cioè oltre un milione e mezzo.

Queste le principali infrazioni:

  • accesso a zone a traffico limitato (20%)
  • superamento dei limiti di velocità (15%)
  • circolazione su corsie riservate a mezzi pubblici (3%)

La media complessiva di multe sulla flotta a noleggio è ben inferiore a quella nazionale.

Le altre proposte dei noleggiatori per il nuovo Codice della Strada

Le osservazioni inviate da Aniasa al MIT riguardano anche altri aspetti della revisione del Codice della Strada che incidono direttamente sull’operatività delle imprese di noleggio. L’Associazione chiede, infatti:

  • Chiarezza sulla responsabilità per il mancato pagamento dei pedaggi autostradali, applicando correttamente, anche in questo, caso il principio per cui risponde chi ha l’effettiva disponibilità del veicolo;
  • Disciplinare espressamente la sublocazione dei veicoli tra operatori professionali, superando le attuali incertezze interpretative;
  • Semplificare e rendere più coerenti gli obblighi di comunicazione sulla disponibilità dei veicoli, evitando che la gestione di flotte e contratti si traduca in un aggravio burocratico per le imprese.

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