Il Giro d’Italia 2021 sta per volgere al termine e con esso si chiude l’avventura anche per tutta la carovana che lo accompagna. La corsa rosa infatti sposta migliaia di tifosi, centinaia di ciclisti e una gran flotta di auto, moto e pullman.
Comodi, performanti e scrupolosamente selezionati, questi mezzi anche quest’anno hanno accompagnato gli eroi della bici lungo tutti i 3.479,9 km percorsi nelle ultime tre settimane.
Da Torino a Milano, la centoquattresima edizione della corsa ha visto coinvolte 150 auto e moto. Delle prime, 12 sono le vetture della direzione gara e della giuria, 2 sono le auto mediche, 3 appartengono alla polizia e 44 alle squadre, ovvero le famose ammiraglie. Ad esse vanno aggiunti 2 furgoni che chiudono il convoglio e fanno da carri scopa, insomma raccolgono gli atleti ritirati o infortunati lievemente.
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Tra le moto invece sono 30 i mezzi dell’organizzazione, tra cui quelle dei regolatori di corsa, e 36 quelli della polizia stradale, 5 appartengono ai fotografi e 4 fanno da postazioni mobili per radio e telecronisti. A chiudere poi i mezzi più voluminosi ed attrezzati: i pullman delle squadre e i TIR del Giro che si occupano dei trasferimenti di materiali ed attrezzature.
In una kermesse che vede partecipare 23 squadre e 184 corridori, senza dimenticare tutti gli addetti ai lavori, gli sponsor, l’organizzazione, i media e la carovana pubblicitaria, ogni dettaglio deve essere curato nei minimi particolari e così, tra quelli che sono in carovana e quelli appoggio, i veicoli che partecipano al Giro d’Italia sono adattati alle esigenze della gara.
Essi devono disciplinare la competizione, assistere gli atleti e i team, offrire supporto medico e di ordine pubblico, senza lasciare nulla al caso.
Esserci ma non essere visti, dei fantasmi in pratica. Meno si vedono e più la gara fila liscia, i ciclisti competono al meglio e gli spettatori, dal vivo o da casa, si divertono.
LE FUNZIONI E I RUOLI DEI MEZZI AL GIRO
La carovana ha le sue regole per autodisciplinarsi durante tutti i momenti di gara. Regole ormai sedimentate in un codice non scritto che deve assicurare sicurezza, regolarità e determinate distanze da tenere tassativamente, il tutto sotto l’egida dei commissari di gara che gestiscono la corsa.

Il codice di circolazione ha regole ad hoc e altre ammorbidite per chi guida i mezzi durante il Giro. Questi poi devono aver frequentato corsi speciali fatti dall’Unione Ciclistica Internazionale e dalle federazioni nazionali per potersi disporre ai nastri di partenza e seguire la posizione strategiche che è stata attribuita loro.
Davanti a tutti c’è l’auto di inizio corsa, seguita da tre vetture della direzione più due auto della giuria, in una delle quali siede il giudice d’arrivo. A 50 metri davanti al gruppo dei corridori invece staziona la vettura del primo direttore di corsa, mentre a seguire gli atleti c’è un mezzo con presidente di giuria e un altro direttore di corsa, le ammiraglie e due ulteriori auto della giuria, dopo le quali è il turno delle furgoni scopa, senza dimenticare la scorta fornita dalla polizia.
C’è poi la carovana pubblicitaria che precede il gruppo e porta con sé divertimento, gioia, balli e giochi per intrattenere il pubblico prima dell’arrivo dei propri beniamini.
Quando parte una fuga, momento tra i più eccitanti per i fan di questo sport, al crescere del distacco tra la testa della gara e gli inseguitori possono inserirsi nel mezzo un numero progressivo di autovetture e moto, a partire dai veicoli dell’organizzazione fino alle ammiraglie e ai rappresentanti della stampa, ma anche il mezzo medico e quello di rifornimento bevande. Nel caso invece la fuga venga recuperata, le moto e le vetture superano i fuggitivi e si posizionano nuovamente davanti alla corsa, oppure si fermano sul lato della strada in tutta sicurezza per riprendere la posizione dietro al gruppo.
Grande attenzione dunque alle distanze da tenere, con un occhio sempre rivolto anche alle condizioni stradali, spesso difficili soprattutto in altura.
IL REGOLATORE DI CORSA
In sella alla sua moto, il regolatore di corsa si sposta in mezzo al gruppo, per gestire, coordinare e garantire la sicurezza degli atleti e di tutti quelli che sono in movimento durante la gara. Segnala situazioni pericolose e monitora situazioni limite; per farlo necessita di una grande capacità nel sapersi muovere nel gruppo dei ciclisti, sapere dove e come posizionarsi con la moto in ogni momento.
Fa presente tutte le insidie delle strade: dai marciapiedi alle buche, dai cordoli ai paletti e alla segnaletica stradale; inoltre si occupa della gestione dei fotografi e degli operatori tv durante la corsa.
LE AUTO
Come il nome suggerisce, a far da padrone tra le auto sono le ammiraglie. Veri e propri punti di riferimento in gara per i ciclisti che da esse ricevono assistenza, consigli sulla strategia da tenere e supporto morale.
Ci sono poi tutta una serie di auto che fanno da contorno alla gara e che sono state fornite da Toyota, per il terzo anno consecutivo, Mobility Partner del Giro d’Italia e del Giro E. Per la sua 104esima edizione, Toyota ha messo a disposizione della corsa una flotta di 50 vetture composta di 38 RAV4 Hybrid e 12 Corolla Hybrid Touring Sports, equipaggiate con l’ultima evoluzione della tecnologia elettrificata, performanti quindi ma anche attentissime all’ambiente.
Toyota inoltre ha presentato al Giro anche alcune anteprime nazionali di sue nuove vetture come la seconda generazione della Mirai, l’ammiraglia a celle combustibili a idrogeno di Toyota introdotta per la prima volta nel mercato già nel 2014, presente al Giro nelle sfide a cronometro.

O anche come la nuova Yaris Cross Hybrid. Presente dal vivo allo stand Toyota, durante tutte le tappe, in anteprima italiana, il nuovo e innovativo SUV compatto Toyota porta con sé tutte le qualità delle city car di ultima generazione.
Toyota è stata inoltre partner anche del Giro-E, la corsa ciclistica non competitiva che si snoda sulle tappe del Giro d’Italia caratterizzata dall’utilizzo delle e-bike, le biciclette a pedalata assistita. Infatti 14 vetture Full hybrid Toyota hanno seguito tappa dopo tappa la carovana.
“Quello di Toyota è un impegno che non si esaurisce mai, che accoglie ogni sfida come occasione per superare i propri limiti nell’ottica di un miglioramento continuo, un valore centrale nella cultura giapponese così come nel DNA del Gruppo Toyota. Come ogni atleta cerca costantemente di superare i propri record, così Toyota da venticinque anni promuove una mobilità sostenibile, sviluppando e ottimizzando sempre di più le proprie soluzioni elettrificate per andare oltre le zero emissioni e generare impatti positivi sull’intera società. Siamo molto soddisfatti di essere protagonisti anche quest’anno al Giro, entrambi vogliamo offrire soluzioni complementari per la mobilità, accomunate dall’attenzione alla sostenibilità ambientale.”
Mariano Autuori, Marketing Director di Toyota
LE MOTO
Al Giro 2021 sono impiegati quattro modelli di moto: la Yamaha Niken 850 come mezzo ufficiale, la Yamaha FJR 1300 per la Polizia Stradale, la Bmw K 1200 e la Honda Africa Twin 1100 per le riprese e le cronache Rai.
Sono veicoli fondamentali per la Corsa Rosa: la Yamaha Niken 850 serve per il Regolatore di Corsa e il servizio di sicurezza; la Bmw K 1200 appannaggio della Rai per le riprese e la diretta dal gruppo; la Honda Africa Twin 1000 a disposizione di telecronisti e radiocronisti e la Yamaha FJR 1300 AE P, mezzo utilizzato dalla polizia stradale per tenere il gruppo in sicurezza.

Per il terzo anno consecutivo, Yamaha fornisce la moto ufficiale del Giro d’Italia: la Niken 850, la famosa moto con tre ruote, personalizzata con livrea dedicata alla corsa.
Questa è dotata di motore 3 cilindri, 4 tempi, raffreddato a liquido di 847 cc ed ha un cambio a 6 marce ed è forte di 115 Cv e 87,5 Nm di coppia a 8500 giri. La straordinarietà di Niken è che di fatti due sue ruote fanno il lavoro di una, perfettamente sincronizzate fra loro, apportando grandi vantaggi sui fondi bagnati o con scarsa aderenza, nella maggiore incisività in frenata e nella sicurezza tout court.
L’imponente Bmw K 1200 GT è anch’essa una tourer. Ha un motore 4 cilindri in linea fronte marcia di 1157 cc, raffreddato a liquido ed è capace di erogare 152 Cv a 9.500 giri/min fornendo con una coppia di 130 Nm a 7.750 giri. Il cambio è a 6 marce, la trasmissione finale a cardano. Tutto ciò che serve per seguire i corridori e fornire il miglior servizio per mamma Rai.
La Tv di Stato ha anche a sua disposizione alcune Honda Africa Twin 1000, impiegata dagli equipaggi formati dai telecronisti e dai radiocronisti che seguono la corsa. L’enduro stradale ha un bicilindrico in linea raffreddato a liquido di 998 cc, che eroga 95 Cv a 7.500 giri/min e 98 Nm di coppia massima a 6.000 giri/min e un cambio a 6 marce.
Per la polizia stradale invece, e per i suoi 26 motociclisti, la dote è una Yamaha FJR 1300 AE P, ammiraglia di casa Yamaha, equipaggiata per le esigenze specifiche.
Questa versione, con livrea bianca e blu, ha un motore da 4 cilindri in linea, raffreddato a liquido di 1.298 cc per 146 Cv di potenza e 138 Nm di coppia massima a 7.000 giri/m, e un cambio a 6 marce.
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GLI AUTOBUS
Oltre alle auto e alle moto, un altro filone interessante tra i mezzi che seguono la corsa rosa è rappresentato dagli autobus. Questi, svestita la loro naturale dinamica di “accompagnatori”, ne vestono una nuova. Durante queste tre lunghe e faticose settimane, gli autobus rappresentano la cosa più vicina ad una casa per i ciclisti, e per questo motivo devono essere quanto più comodi e funzionali per loro, soddisfacendo tutte le esigenze, e sono svariate, di atleti che ogni giorno percorrono almeno 150 km in bici.
Se all’aspetto possono sembrare normali mezzi da turismo, basta entrare per apprezzarne i dettagli. Ci sono lavatrici, generatori, poltrone girevoli, tende retrattili, macchine da caffè, docce.
Ognuno simili e allo stesso diverso per la livrea e i colori della squadra cui appartiene, questi enormi autobus fungono da uffici dove tenere riunioni, da case dove fare il bucato, la doccia e prendersi un caffè e da palestre per il riscaldamento pre gara, ma anche per tenersi in ritmo nei giorni di pausa.
Pratici e performanti, ospitano nelle ore prima della gara, gli otto corridori del team più tutto lo staff, dislocato in un altro pullman. Dispongono di schermi e videoproiettori per analizzare le tappe e le prestazioni e e persino di una zona hospitality con divanetti per riunioni più riservate. Poi le lavatrici per lavare le bici e i completi degli atleti e i temuti rulli, fondamentali per allenarsi e portare al top la propria condizione fisica
Utilità, comodità e funzionalità, sono questi i tre vettori che guidano la scelta e la personalizzazione di questi mezzi che all’anno compiono anche 100 mila km. Ma sono le linee guida che seguono tutti i mezzi impegnati in questa corsa iconica e seguita in tutto il mondo, in cui a prendersi la ribalta sono, giustamente, i ciclisti, ma dove dietro le quinte c’è tutto un mondo che vive, lavora e sogna di portare il proprio capitano alla vittoria e alla gloria.
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