Sixt Italia è la prima azienda nell’industry dell’autonoleggio italiano a ottenere la certificazione per la parità di genere.
In particolare: la percentuale femminile in prima linea che riporta direttamente ai vertici aziendali ha già raggiunto l’obiettivo fissato per il triennio attestandosi al 53%, con un totale di 148 donne su 324 dipendenti (pari al 45,7%), quota percentuale che Sixt. si impegna a far salire al 47,9% entro il 2026.
IL PIANO DI SIXT PER LA PARITÀ
Il piano strategico di Sixt sulle tematiche Diversity, Equity & Inclusion definisce obiettivi misurabili e monitorati in sei diverse aree:
- Cultura e strategia;
- Governance;
- Processi HR;
- opportunità di crescita ed inclusione con medesime opportunità di carriera, indipendentemente dal genere;
- Equità remunerativa;
- Tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro
Il riconoscimento è avvenuto con la Prassi UNI/PdR125:2022, l’unico standard in Italia sulla gender equality, che definisce criteri rigorosi per valutare l’impegno delle organizzazioni a promuovere un cambiamento culturale che garantisca l’equità di genere.

“Garantire pari opportunità di carriera e trattamento economico, condizioni di work-life balance adeguate, un ambiente di lavoro libero da stereotipi è parte integrante della nostra cultura aziendale”, commenta Massimiliano Maini, Vice President & Managing Director di SIXT Italia, Responsabile per HR, Finance, Legal & Compliance.
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Raggiungere la parità: un processo continuo
La certificazione, più che un “premio” per un risultato raggiunto, attesta il fatto che l’azienda abbia creato un sistema di gestione per la parità di genere che serve a promuovere al proprio interno processi e azioni sulle tematiche Diversity, Equity & Inclusion.
Quali sono, quindi, i prossimi obiettivi? Per il triennio 2024-2026 Sixt si impegna a:
- garantire uguali opportunità di carriera e un processo di selezione che rispetti in tutte le sue fasi la parità di genere;
- pari trattamento economico ed equa rappresentanza femminile in azienda;
- condizioni di “work-life balance” adeguate attraverso misure a sostegno della conciliazione vita privata-lavoro;
- iniziative per la genitorialità;
- formazione sul linguaggio inclusivo per tutti i livelli aziendali e formazione in materia di abusi e prevenzione con valutazione specifica dell’ambiente di lavoro in cui si opera;
- survey specifico in materia di abusi e molestie per tutto il personale dipendente;
- coaching individuale per tutti i collaboratori.
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