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Stefano Pedano: “Plug-In? Spenderei 1,3 volte in più di carburante” | Fleet Manager del mese

Stefano Pedano: “Plug-In? Spenderei 1,3 volte in più di carburante” | Fleet Manager del mese
Abbiamo parlato con Stefano Pedano (Samsung) di come la nuova tassazione dell’auto aziendale costringerà le aziende a prendere auto elettriche e plug-in, con effetti non per forza positivi, nemmeno per l'ambiente.

IN QUESTO ARTICOLO

Ingegnere elettronico con una passione smodata per i motori, Stefano Pedano è Head of General Affairs & WPS in Samsung Italia. Si occupa di property management e (anche) del parco auto dell’azienda, con pragmatismo e dedizione.

Stefano Pedano (Samsung), Fleet Manager del mese di febbraio 2025

Com’è composta la flotta Samsung?

Abbiamo 400 mezzi, di cui 100 assegnati a colleghi in outsourcing, tutti veicoli a uso promiscuo e a noleggio. Essendo Samsung un top brand ci si aspetta di trovare auto di fascia alta, e così è.

La nostra car policy si suddivide in fasce: commerciali junior, commerciali senior, dirigenti e direttori. A queste si aggiungono una decina di auto del top management coreano, che però segue la policy di casa madre. In Samsung l’auto viene assegnata quindi per ruolo e livello aziendale.

Quanto è flessibile la vostra car policy?

Molto poco, perché un parco eterogeneo significa difficoltà gestionali quando il collega cambia ruolo o azienda.

Per ogni fascia ho inserito 6-7 modelli, che possono essere facilmente riassegnati eliminando così gli alti costi per le restituzioni o di fermo.

Le auto inserite sono già in versione business quindi molto ben equipaggiate, ma il dipendente che ha la passione o esigenze particolari può aggiungere ulteriori optional, a pagamento, il cui importo viene rateizzato dall’azienda. Al momento il parco auto è praticamente tutto diesel, tranne la decina di auto del top management coreano, che sono già plug-in o elettriche.

Il raddoppio della tassazione per tutte le motorizzazioni non alla spina vi “costringerà” all’elettrificazione?

Sì, ed è già una bella notizia che la misura si applichi a partire da quelle ordinate dal 2025. Io posso facilmente sostituire le attuali auto in car policy con auto plug-in, ci metto relativamente poco. Ma declinata in questa modalità, è una misura alquanto insensata sia dal punto di vista economico sia da quello ambientale.

 

L’elettrico puro non posso considerarlo per la parte commerciale della mia flotta: non posso dare un’EV a chi potrebbe avere percorrenze giornaliere di 400-500 chilometri e, quindi, con l’utilizzo delle ibride plug-in, mi troverò un consumo molto maggiore venendo in realtà utilizzate quasi sempre in modalità termica.

Non potreste puntare su ricariche più frequenti?

Sono finalmente riuscito ad installare 15 colonnine da 22 kW nella sede di Milano e prevedo di metterne un paio a Roma nel 2025, ma non posso pensare di installarne 300 nel cuore di Milano, né posso pretendere che i dipendenti ricarichino a casa loro.

Non tutti hanno il box o spesso non è predisposto e l’attuale infrastruttura pubblica non è lontanamente sufficiente a soddisfare l’incremento di richiesta che si genererà a breve a seguito di ciò, parliamo di migliaia di auto. Probabilmente sarà diverso tra qualche anno.

Guidare plug-in vi costringerebbe a consumare di più?

Mi sono confrontato con più persone di altre aziende che le utilizzano e tutti mi indicano che le auto plug-in se non ricaricate – utilizzate quindi a benzina – ottimisticamente riescono a percorrere oltre 10-11 km al litro a causa del peso importante della batteria.

Leggi Anche: Plug-in: quanto consumano realmente? Cambiano i test

Facendo qualche simulazione: l’azienda, convertendosi integralmente al plug-in, si troverà probabilmente a spendere almeno 1,3 volte in più per il carburante.

Ciò significa un incremento di decine di migliaia di euro e un paradossale aumento delle emissioni. Senza contare il maggior consumo delle gomme, di cui si parla poco, ma che altrettanto ha un impatto ambientale, e senza parlare della fonte con cui viene generata l’energia.

C’è nostalgia per il termico?

No: io adoro la mobilità elettrica, sono auto molto belle da guidare, silenziose, scattanti, hi-tech. Non sono un nostalgico del termico ad ogni costo, ma in questo momento non vedo né l’immediato riscontro ecologico né tantomeno economico di questa repentina conversione “alla spina”.  

Sarebbe inoltre fortemente auspicabile perseguire lo sviluppo dell’elettrico non con l’obbiettivo della ricerca della massima potenza, ma focalizzandosi sull’autonomia; auto da oltre 500 cavalli una volta erano della formula 1 e non tutti sono predisposti alla loro gestione.

Sicurezza: non eccedere con i chilometraggi

Una particolare attenzione in Samsung è rivolta ai commerciali che fanno molti chilometri in auto.

“Siamo molto attenti al rispetto della legge 81/08, o Testo Unico sulla sicurezza, e sappiamo che l’auto è un luogo di lavoro”, commenta Stefano Pedano.

I camionisti vengono monitorati tramite tachigrafo, ma anche un driver commerciale può percorrere davvero tanti chilometri: “Una persona che fa 90mila km l’anno significa che mediamente ne fa 400-500 per giornata lavorativa, ed è pericoloso: oltre alla stanchezza possono verificarsi nel tempo importanti problemi di natura posturale. Il campanello d’allarme per noi scatta quando un dipendente ne percorre oltre 50mila: ne parliamo con la direzione e con il medico aziendale. Chiediamo quindi di non eccedere e intervallare con giorni di operatività in smart working”.

Leggi Anche: Cosa succede se si eccede il chilometraggio del noleggio a lungo termine?

Scrupolosa attenzione è dedicata all’incidentalità, con un database per gli incidenti con danni a sé stessi o a terzi (occorrenze molto rare).

Grande attenzione in car policy anche al problema della guida in stato di ebrezza: “Se la patente viene sospesa per alcol seguiamo con attenzione l’iter prima di ridare al driver le chiavi della macchina”, spiega Pedano.

Con il Covid sono stati temporaneamente sospesi i corsi di guida sicura, con l’obiettivo di riprenderli: “Credo che la guida sul bagnato, la logica di funzionamento dell’Abs e degli ADAS, come gestire la macchina in situazioni di emergenza vada imparato.  Nei corsi interni ai nuovi colleghi c’è una parte dedicata alla car policy dove affrontiamo anche questi temi. Infine, per chi ne sente la necessità, in particolare ai colleghi non italiani che sono abituati a guidare in modo diverso da noi, proponiamo corsi di guida. Ogni nazione ha sue abitudini, e adattarsi non è così immediato”.

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