Buone notizie, o forse no. Dopo i massicci licenziamenti degli ultimi mesi, Stellantis torna ad assumere. Al colosso automotive servono ingegneri in grado di accompagnare il costruttore verso un futuro sempre più tecnologico ed elettrificato. C’è bisogno delle menti migliori sulla piazza o, meglio, di quelle che costano meno. I nuovi arruolati del gruppo franco-italiano arriveranno infatti dai paesi in cui il lavoro costa meno.
2/3 degli ingegneri Stellantis arriva dai paesi low cost
La concorrenza cinese è sempre più spietata e, per stare al passo con i nuovi brand di auto cinesi a basso costo, servono menti visionarie, esperte di software e sostenibilità. O, meglio, servono menti che costano poco. Così, riporta Bloomberg, Stellantis sta reclutando ingegneri in Brasile, India e Marocco. Paesi in cui la retribuzione annua di un ingegnere non supera i 50mila euro – in Europa e Usa la stessa mansione può arrivare a cinque volte tanto, sfiorando i 200mila dollari l’anno. L’obiettivo è assumere lì i 2/3 degli ingegneri a lungo termine.
Si punta ai geni low cost, mentre si licenziano i lavoratori italiani e si mette in stallo la produzione nazionale (come successo a Mirafiori nel mese di maggio). L’obiettivo, ha spiegato la Cfo Natalie Knight, è “ottimizzare il costo del lavoro, un aspetto che è stato importante sia per i colletti bianchi che, in misura minore, per i colletti blu”.
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L’arrivo di nuovi colleghi esteri non dovrà fare piacere ai dipendenti Stellantis di Francia e Italia, che da tempo lamentano insostenibili aumenti del carico di lavoro in seguito alle misure di riduzione dei costi adottate dal gruppo. Mentre si critica il compenso dell’ad Carlos Tavares che, hanno affermato nell’ultima assemblea dei soci, pare sia il più pagato tra gli amministratori delegati automotive, con un pacchetto da 36,5 milioni di euro all’attivo.
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