Per anni, il termine telematica è stato sinonimo di scatola nera, ma oggi non è più così.
La telematica si sta muovendo verso lo smartphone e il cloud. Un ecosistema connesso che accompagna la persona più che il veicolo.
TELEMATICA “SENZA CONFINI”
Gli smartphone sono dotati di sensori avanzati quali accelerometro, giroscopio, GPS, magnetometro che permettono di rilevare lo stile di guida, gli spostamenti e persino le condizioni della strada. Naturalmente servono app telematiche per la raccolta dei dati. Lo smartphone affianca la black box ma a differenza di questa “segue” il conducente indipendentemente dal mezzo utilizzato (aspetto utile per polizze pay-per-use).
Non significa che la scatola nera scompaia dai veicoli, ma evolve. Dal luglio 2024, tutte le auto di nuova immatricolazione includono per legge l’Event Data Recorder (EDR), una scatola nera di serie per la sicurezza. La telematica nativa può rendere superflue installazioni hardware successive.
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Tutto questo significa ridurre drasticamente i costi di installazione e logistica.
Il focus dall’hardware passa al software
Il valore non risiede più nel dispositivo, ma nella capacità del software di processare i big data.
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Un’app telematica trasforma lo smartphone in un sensore di guida avanzato. È in grado di riconoscere se stiamo viaggiando in auto, a piedi o in bicicletta; può collegarsi al sistema dell’auto e analizza costantemente il comportamento di guida, registrando frenate brusche, accelerazioni repentine e curve ad alta velocità. Algoritmi avanzati di machine learning distinguono tra un’accelerazione brusca dovuta a un’emergenza e una guida aggressiva, tutto tramite il software dell’app.
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