Di tutti i crossover del segmento B, Skoda Kamiq è forse il più furbo. Utilizza infatti la tipica strategia di Skoda ponendosi come un’auto giovanile, soprattutto in allestimento Black Dots che ho provato, dalla buona qualità interna e dagli ottimi contenuti tecnologici, spesso di serie.
Il prezzo di partenza di 24.550 € per l’allestimento Ambition, se è vero che non la rende la più economica la rende però quella con il rapporto qualità-prezzo tra i migliori, perché già nella “base” include fari LED, cerchi in lega da 16”, guida assistita di livello 2, radio touch da 8” con connesione smartphone e molto altro. La Black Dots, con motore da 110 CV configurata come in prova sale invece a 28.690 €.
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SKODA KAMIQ, UN BELL’OUTFIT
Skoda Kamiq è un’auto che “si tiene bene”. Nel senso che è piuttosto carina, moderna e con i giusti colori rende anche molto di più. Per esempio nel blu elettrico della prova, che ben si coniuga con i dettagli in nero che distinguono l’allestimento Black Dots, a partire dai cerchi in lega da 18” di serie (optional quelli da 19”), la griglia del radiatore, l’antenna e le calotte dei retrovisori esterni.

Scelte moderne nei dettagli, insomma, che però non rinunciano alla praticità. L’auto è sì molto compatta, con una lunghezza di 4,2 metri, ma è alta 1,55 a tutto vantaggio dell’abitabilità anteriore e posteriore anche per i più alti. Inoltre, ha un bagaglio di 400 litri di capacità minima, con vano sfruttabile, e fino a 1395 litri abbattendo i sedili posteriori con schema 60:40. Valori più alti anche di auto di segmenti superiori.
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DENTRO SI STA BENE
Dentro la Kamiq rimane quella che conosciamo, con cruscotto digitale che si vede bene in ogni occasione e proietta tutte le informazioni necessarie, e display touch centrale, nel nostro caso da 8′‘ e già compatibile a CarPlay e Android Auto anche wireless, oltre che con le prese USB disponibili sia di tipo C che di tipo A. Bene che anche il display centrale sia opaco, ma forse l’infotainment ha una grafica da svecchiare.

L’allestimento Black Dots mantiene la praticità del modello, come la linguetta porta-documenti sul parabrezza e il porta-ombrelli, ma con una maggiore attenzione ai dettagli, ad esempio il tessuto dei sedili elaborato che personalmente mi ricorda il denim, o i dettagli color rame per le cuciture dei sedili stessi, del bracciolo centrale e sui pannelli porta.
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UNA GUIDA TRANQUILLA
Skoda Kamiq non è certo, e non vuole essere, un’auto dalla guida scattante e dinamica. Le motorizzazioni sono del resto tutte tranquille, con il 1.0 TSI di base a 95 CV con cambio manuale a 6 marce, o da 110 CV con cambio manuale o DSG 7 rapporti come nel nostro caso. 110 CV sono la potenza più a fuoco, non consumano troppo ma garantiscono comunque una certa prontezza. Certo, rimane un 3 cilindri, quindi particolarmente rumoroso in accelerazione e ad alte velocità, segno che è un’auto che nasce più per i percorsi giornalieri medi e non per macinare km tutti i giorni.

Ciò non toglie che sia molto confortevole, con una buona impugnatura del volante e una bella visuale rialzata. Beccheggia un po’ quando ci sono i dossi o la strada non è perfetta, ma nulla di scomodo o trascendentale, e anche dietro adulti anche alti riescono a viaggiare comodamente.
Un’auto che non fa spendere molto in carburante: l’autonomia supera i 900 km, i consumi arrivano anche a 20 km/litro, e circa 18 in autostrada, non male per un benzina. E grazie al bagagliaio capiente, si riesce a viaggiare in 4 con tutte le proprie necessità senza troppi problemi.

Ottimo anche il comparto ADAS, di serie come detto, che include cruise control, mantenimento della carreggiata, frenata automatica d’emergenza con riconoscimento di pedoni e ciclisti e in generale guida semi-autonoma di livello 2.
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